Quando il polverone delle polemiche consiliari sul nuovo Pgt sarà calato, sarà interessante riflettere, pacatamente, sulla strada che la Loggia ha imboccato con il Pgt-Tiboni. Certo il sindaco Del Bono ieri ha avuto buon gioco nel rivendicare che il Pgt approvato l'altra notte è molto più di una variante, ed è invece una previsione urbanistica radicalmente nuova sul futuro della città. Del Bono ha ricordato alcuni elementi di novità: il dimezzamento delle superfici edificabili previste dal vecchio Pgt che comportavano consumo di suolo (si è scesi da 1,2 milioni di metri quadrati, ovvero tre volte la superficie di Città del Vaticano, a 600mila metri). È un'inversione storica, la prima del dopoguerra rispetto a una serie di previsioni sempre in crescita, sempre espansive. Altrettanto giustamente Del Bono ha rivendicato, fra le scelte strategiche, la previsione delle nuove infrastrutture sportive (stadio in primis) e l'ampliamento della cintura verde attorno alla città formata da parco delle colline, parco del Mella, parco agricolo di San Polo e parco delle Cave. Il contenimento delle nuove previsioni edilizie è considerato il viatico necessario affinché le due maggiori operazioni di trasformazione urbana incagliate ormai da vent'anni (comparto Milano ed ex Magazzini generali) possano finalmente decollare. Certo, colpisce che nella vicenda strategica del nuovo Pgt sia mancato il pressing dei grandi attori del passato: i costruttori hanno chiesto espressamente lo stop a nuove edificazioni, per non deprimere ulteriormente i prezzi del già edificato; le grandi centrali cooperative sono alle corde, tanto che gli 88mila metri quadrati (più eventuali 15mila) riservati a Sanpolino alle aree «167» hanno un sapore di un auspicio, non certo della risposta a una domanda. Con chi ha dovuto vedersela la Loggia, dunque? Non certo con gli imprenditori del mattone ma con le banche, ormai vere detentrici di queste aree e signore del destino di pezzi di città. Del Bono ha visto negli operatori finanziari segni di disponibilità a tornare a investire nel mattone: c'è da augurarlo, così come c'è da augurarsi il ritorno sulla scena di vecchi e nuovi attori. Un'ultima annotazione. Nelle pieghe delle norme tecniche di attuazione sta annidato uno degli elementi di novità di questo Pgt: lo sconto (fino all'85) degli oneri di urbanizzazione per chi ristruttura. Questo fattore, unito agli incentivi fiscali del 50 sulle spese di ristrutturazione (fino a 96mila euro), che lo Sblocca Italia ha prorogato al 31 dicembre, potrebbero determinare una corsa dei privati cittadini alle ristrutturazioni. Il tutto rischia di determinare una vera lotta contro il tempo. Riusciranno gli uffici comunali, già ingolfati e sotto organico, a dare risposte rapide, in tempi utili per i cittadini e per la città?