Partita la richiesta ufficiale a Comune e Soprintendenza: un modo per tutelarla Napoli. Una nuova richiesta è stata inoltrata agli uffici di Palazzo San Giacomo per occupare gli spazi di piazza del Plebiscito. Il caffè Gambrinus è deciso ad ottenere il via libera per sistemare tavolini e sedie in una parte dello slargo sospeso fra palazzo Reale e la basilica di San Francesco di Paola. Una scelta che fino ad ora il Comune non ha avallato ma sempre auspicato attraverso iniziative diverse ma che, garantiscono i proprietari dello storico locale di piazza Trieste e Trento, garantirebbe un ritorno della sicurezza nella piazza. Il Plebiscito è effettivamente al centro di vandalizzazioni continue. Nella piazza le baby gang agiscono sostanzialmente indisturbate e considerano il colonnato da poco restaurato un campo giochi per scorribande che lasciano segni indelebili sul patrimonio pubblico. «Noi vogliamo far vivere la piazza - garantisce Massimiliano Rosati, nipote dei proprietari del caffé . Esattamente come avveniva cento anni fa, vogliamo sistemare qualche tavolino in piazza. In termini pratici riportare luce, vita e sicurezza in uno spazio dove questa cose non sono affatto scontate e dove è molto complicato organizzare anche controlli che siano efficaci». La domanda è stata inoltrata da poco ed è dunque presto per un eventuale sì. «Se fosse un no aggiune Rosati non ci lasceremo scoraggiare. E chiederemo ancora. Perché proponiamo un modello che è presente in tutte le più belle città del mondo». Una richiesta sulla quale devono pronunciarsi Comune e Sovrintendenza e per la quale il modello di riferimento è fra gli altri siti piazza San Marco Venezia. La sfida, oltre i sì e i no, è garantire un arredo per eventuali tavolini, sedie e ombrelloni. I gazebo sono tecnicamente vietati anche se, ad osservare la vicina piazza Trieste e Trento tutto sembra possibile, anche se la zona è tutelata ricade sotto la tutela dell'Unesco. Tutta l'area del Plebiscito doveva essere al centro di una rivoluzione: sotto il colonnato della basilica di San Francesco di Paola dovevano arrivare negozi e botteghe artigiane. Il sito è stato al centro di un complesso lavoro di restauro costato tre milioni. I negozi non sono mai arrivati, l'annunciata videosorveglianza neanche e sui bei muri ripuliti sono tornate le scritte dei vandali. E, a proposito di ritardi, la storia dei tavolini del Gambrinus non è certo nuova. Il Comune si disse pronto a dare il via libera ad una nuova sistemazione della piazza fin dal marzo 2014. Anche in quella occasione si parlò di recupero generale dello slargo e venne promossa una manifestazione di interesse tesa sia alla «collocazione» dei locali sotto il colonnato (anche in quel caso dovevano essere destinati a negozi e botteghe) che il ridisegno della piazza dove dovevano essere sistemate sedie e tavolini. Dunque una «minirivoluzione» estesa anche ai bar che si trovano dall'altro lato della piazza, sul versante Santa Lucia. Effettivamente ad inizio Novecento, signore e signori sorbivano caffè e bevande seduti ai tavolini di marmo del Gambrinus in piazza e qualche foto d'epoca lo testimonia con ricchezza di particolari. Tavoli di marmo, pochi fronzoli, tutto molto essenziale e ameno. E, in memoria dell'epoca che fu, già all'epoca della giunta Bassolino i proprietari del Gambrinus si fecero avanti per riproporre la situazione di inizio secolo. All'epoca fu risposto loro che ci sarebbero stati problemi legati al rischio che i cortei potessero interferire con la normale attività del bar. Poi arrivò la manifestazione di interesse della primavera 2014. Nuove richieste e molti altri no
Napoli. Piazza del Plebiscito abbandonata. Il Gambrinus: mettiamoci i tavolini
Il caffè Gambrinus di piazza del Plebiscito di Napoli ha inviato una richiesta al Comune e alla Soprintendenza per sistemare tavolini e sedie in una parte dello slargo sospeso fra palazzo Reale e la basilica di San Francesco di Paola. La scelta è stata auspicata dal Comune in passato, ma non ancora avallata. I proprietari del caffè vogliono garantire la sicurezza nella piazza, dove le baby gang agiscono indisturbate e vandalizzano il patrimonio pubblico. Il modello di riferimento è piazza San Marco a Venezia. Il Comune e la Soprintendenza devono pronunciarsi sulla richiesta e garantire un arredo per eventuali tavolini e sedie.
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