La direttrice: tradurre i visitatori virtuali in reali. E crescono le campagne sul web Bergamo tenta di essere sempre più social. Lo dimostrano le pagine Facebook della Carrara e del Donizetti. L'obiettivo è abbordare i cittadini per convincerli a frequentare di persona i poli culturali. «Spingeremo sui social. E lavoriamo dice Emanuela Daffra, direttore della Carrara per capire come l'esca della comunicazione spinga le persone a presentarsi davanti all'opera d'arte in carne e ossa». Dalla Carrara al Donizetti «like» e «tweet» in crescita E il confronto con altri centri d'arte premia Bergamo I primi tentativi di far conoscere il patrimonio culturale della città tramite i social network due anni fa. La sfida, allora, era far vincere a Bergamo il titolo di Capitale europea della cultura. C'era, per esempio, chi si fotografava con in mano la scritta «Io voglio Bergamo 2019» e poi metteva l'immagine on line. Si sa come è finita quella sfida: il titolo l'ha vinto Matera. Ma da quel momento Bergamo non ha più smesso di promuoversi sui social. Anzi, oggi il tentativo consiste nell'essere sempre più sul web. E qui, tra siti e social network, abbordare cittadini e turisti, per convincerli a frequentare anche di persona i poli culturali cittadini. Come l'Accademia Carrara. Sul profilo Facebook del museo, crescono quotidianamente i «Mi piace», ieri a quota 9.228. E chi amministra la pagina la aggiorna in modo continuo. Non solo con le informazioni di servizio (come gli orari delle mostre o le informazioni sugli eventi), ma anche con notizie e fotografie, capaci di incuriosire chi sta al di là dello schermo del pc o dello smartphone. «I social network si stanno rivelando un traino straordinario per il patrimonio culturale dice Gianpietro Bonaldi, amministratore unico di Cobe, la società partecipata del Comune che ha gestito, fino alla fine di gennaio, la Carrara . I nuovi strumenti di comunicazione ci aiutano a rendere attuale un'istituzione storica come l'Accademia. Fondamentale, però, è il rispetto del patrimonio culturale, che non va mai dissacrato». E se di strada sui social network ne va fatta ancora, dal confronto con altre città si scopre che Bergamo si difende bene. La pagina Facebook della Fondazione Brescia Musei ha circa 2 mila iscritti in meno rispetto a quella della Carrara, nonostante sia stata creata almeno un anno prima. «Spingeremo sempre più sui social. Ma ora dice Emanuela Daffra, direttore della Carrara lavoriamo per capire come l'esca della comunicazione spinga le persone a presentarsi davanti all'opera d'arte in carne e ossa, che è lo scopo per cui lavoriamo». Gli sforzi social non sono rivolti soltanto all'Accademia, ma riguardano anche il teatro. Basta un giro sui siti web per capire che la «rivoluzione donizettiana» di Francesco Micheli, direttore della lirica, ha inondato anche il web. Forse troppo. A chi cerca, on line, notizie del Donizetti, compare prima il sito del teatro (dove ci sono anche gli appuntamenti del Sociale di Città Alta), poi quello della Fondazione Donizetti (quella storica, creata negli anni '90) che propone anche informazioni sugli spettacoli e infine il sito del nuovo teatro, dedicato al restauro dell'edificio. Tanti siti diversi per un'unica istituzione e c'è il rischio di perdersi, soprattutto per chi arriva da fuori. Così ci prova il portale turistico a fare un po' di ordine. VisitBergamo sintetizza la storia della città, gli appuntamenti artistici e quelli enogastronomici. E quasi ogni giorno mostra angoli nascosti della città (e della provincia) per attirare i turisti. Un lavoro che, almeno sul web, trova riscontro. Turismo Bergamo piace, su Facebook, a più di 51 mila persone. Un buon risultato, anche se Brescia Tourism fa ancora meglio con oltre 68 mila fan. Tantissimi se si considera che la pagina Facebook di Milano è Turismo conta poco più di 33 mila «Mi piace». «Ormai essere sui social network non è più una scelta, ma un obbligo dice l'assessore alla Cultura, Nadia Ghisalberti . Per il Comune diventa uno sportello in più, un servizio da offrire ai cittadini. Il Comune ha pubblicato su Facebook le iniziative di Carnevale, con i laboratori a numero chiuso: in mezz'ora gli oltre cento posti sono andati esauriti. Ultimamente va forte Instagram: un'altra opportunità che non possiamo lasciarci sfuggire».