Il Sarto del Moroni spopola su Instagram grazie a un concorso L'Accademia Carrara diventa social: un'esperienza da vivere e condividere. Per le sale non solo critici d'arte con penna e taccuino, turisti o studenti in visita, ma anche Instagram influencers, tra fashion blogger e curatori museali alla ricerca di dettagli di opere da fotografare e postare sul web, con una didascalia accattivante per incuriosire. In gergo si chiama «call to action»: attrarre il pubblico virtuale a partecipare a un'iniziativa, visitare un museo. In questa nuova ottica di web marketing si inserisce la campagna di comunicazione «Instragram portrait contest», chiusa ieri con la nomina della cinquina vincente e lanciata dalla società Cobe per promuovere la mostra «Io sono il sarto». Intercettati dagli «influencer», ossia i fotografi istantanei con più seguaci, 519 instagramer hanno scattato una foto, interpretando a loro modo il dipinto «Il sarto» di Moroni. Tra i partecipanti il 20 è lombardo, non molti i bergamaschi. «Dobbiamo crescere come provincia social», avvisa Antonio Cadei, titolare della IGspecialist, l'agenzia che ha coordinato l'iniziativa. Tra i bergamaschi Manuele Marinini da Zorzino. Il suo «Io sono l'idraulico» è tra i vincitori di un premio immateriale: visitare la Carrara nel giorno di chiusura. Era la sua prima volta in pinacoteca. Ed è venuto con moglie e figlio. Anche Tiziana Dalla Fontana è arrivata da Trento grazie a Iosonoilsarto. Con il soprannome tittitizzi ha postato un'immagine di sé con cappello e pelliccia, la scritta «Io sono Girolamo» e la didascalia: «La veste non fa il monaco». Altro vincitore, Luigi Sutera. Siciliano, ma milanese d'adozione, ha postato lo scatto di Matteo Pirovano che lo ritrae vicino a un'antica macchina da cucire. Per lui essere un instagramer è «liberare le proprie sensazioni per mettersi a nudo». Fotografa con il cellulare e posta le immagini accompagnate da didascalie simili a poesie, perché «la parola è musica», dice Luigi. Tra i vincitori anche Serena Cisternino da Locorotondo e Valerie Coppola da Napoli. Gianpietro Bonaldi di Cobe è soddisfatto: «Con il contest si apre la strada della Carrara nel mondo dei social network. Un museo oggi non può prescindere da questo tipo di comunicazione». Concorde Maria Cristina Rodeschini, per cui il concorso, seguito da 20 mila utenti e la cui immagine Iosonoilsarto ha registrato 250 mila visualizzazioni, sarà «un pezzo della storia del museo». Modello da replicare? Sì, per la direttrice Emanuele Daffra, che lega il contest alle parole partecipazione, immediatezza ed esperienza, quella di «giocare in un luogo non di silenzio e vuoto, ma pieno di intensità di sguardi afferma . Il museo arriva dalla storia, ma è vivo e da riempire di senso moderno». La sfida della Carrara sarà parlare con il linguaggio della contemporaneità. L'obiettivo? Trasformare follower virtuali in reali. Rodeschini lancia l'hashtag Iosonopositivo, accompagnato da un dato: domenica scorsa oltre 1.500 persone erano in visita al museo.