TRENTO. Parco dello Stelvio al centro, ieri, della riunione della cabina di regia delle aree protette e dei ghiacciai della Provincia. Con toni aspri soprattutto da parte dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste. A poco meno di un mese dalla firma del presidente della Repubblica della modifica delle norme di attuazione per la provincializzazione del parco, la cabina ha analizzato gli ultimi passaggi: a illustrare novità e prospettive è stato il dirigente provinciale Romano Masè (l'assessore Mauro Gilmozzi era impegnato a Roma), che ha ricordato la legge che dovrebbe essere predisposta ad aprile e ha ribadito i punti fermi già emersi: in particolare, il personale sarà assunto dalla Provincia, non saranno creati nuovi enti ma sarà costituito un comitato di indirizzo. Piazza Dante, ha chiarito Masè, guarda comunque a un ambito più ampio, puntando su una rete dei parchi che vada oltre i confini nazionali. Un obiettivo, quello del parco transnazionale, condiviso dagli ambientalisti. Che però, nella riunione di ieri, non sono stati teneri nei confronti dei vertici provinciali. «È inaccettabile essere coinvolti solo nella fase di informazione e non in quella della proposta» ha detto per tutti Luigi Casanova, paventando anche l'uscita dei due rappresentanti delle associazioni ambientaliste dalla cabina di regia per protesta. Nel mirino di Casanova i rappresentanti politici trentini in Commissione dei 12 e soprattutto la Svp, «che spacca il parco nazionale e impone norme e deroghe sulla caccia a specie protette». Luciano Rizzi (anche lui rappresentante degli ambientalisti) ha chiesto quindi un potenziamento dell'attività di formazione e un «superamento del monopolio dei cacciatori» a livello istituzionale. A invitare gli ambientalisti a rimanere nell'organismo provinciale è stato lo stesso Masè, ma anche i rappresentanti dei pescatori, del consorzio dei comuni, del parco Adamello Brenta, dell'ordine dei dottori agronomi e forestali. Non solo: la cabina di regia ha deciso di convocare a stretto giro il gruppo di lavoro sul servizio aree protette e sviluppo sostenibile per iniziare a entrare nel merito dei contenuti della legge provinciale del prossimo aprile. Intanto, sempre sul fronte ambientale, non si placa la protesta contro i nuovi impianti prospettati in Marmolada. Ad aprile Mountain Wilderness ha promosso due giorni dedicati alle Dolomiti che avranno come scenario proprio la Marmolada. «Vogliamo che la Marmolada scrive Mountain Wilderness rimanga il tempio dello scialpinismo e dell'escursionismo».
Parchi, gli ambientalisti alzano la voce sullo Stelvio. Presidio in Marmolada
Ieri, nella cabina di regia delle aree protette e dei ghiacciai della Provincia di Trento, è stata tenuta una riunione con rappresentanti delle associazioni ambientaliste. I toni sono stati aspri, soprattutto da parte degli ambientalisti. Il dirigente provinciale Romano Masè ha illustrato le novità e le prospettive per la provincializzazione del parco dello Stelvio, che dovrebbe essere predisposta ad aprile. Il personale sarà assunto dalla Provincia, non saranno creati nuovi enti, ma sarà costituito un comitato di indirizzo. Masè ha anche ribadito l'obiettivo di creare una rete dei parchi che vada oltre i confini nazionali.
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