VENEZIA. La gestione del Mose alla Città Metropolitana: il deputato del Pd Andrea Martella ha depositato un progetto di legge per riportare all'ente pubblico le decisioni sulle dighe mobili. Quante volte alzare le barriere contro l'acqua alta, la gara europea di affidamento dell'incarico e i fondi dallo Stato: tutto dovrebbe essere nelle mani della Città Metropolitana. «È una proposta che attribuisce poteri alla sulla gestione e taglia definitivamente con la logica del concessionario unico spiega Martella L'ho formulata anche per riportare l'attenzione sulla necessità assoluta di rivedere la Legge Speciale, senza la quale Venezia non si regge e chi dice il contrario non capisce niente. Ha ragione Gianfranco Bettin: la linea di finanziamenti deve essere costante, non c'è altra scelta». La revisione della Legge Speciale è arenata in Senato. Martella ha in mente di smuovere le acque alla Camera propugnando un regime fiscale agevolato speciale per Venezia, diverso da quello del resto del territorio. Il disegno di legge per portare il Mose in mani metropolitane è un tassello di questo progetto. «Non è un regalo a Brugnaro precisa il deputato E lo dico prima che sorga il dubbio: era una vecchia idea di Valter Vanni, che trovo giustissima. E infatti hanno firmato anche Delia Murer e Michele Mognato». Un plauso è arrivato dal sindaco: «Condivido la proposta, lavoriamo assieme», ha twittato Brugnaro.
La gestione del Mose alla Città metropolitana. Progetto di legge di Martella, plauso del sindaco
Il deputato del Pd Andrea Martella ha depositato un progetto di legge per riportare all'ente pubblico le decisioni sulle dighe mobili del Mose. La proposta attribuisce poteri alla Città Metropolitana sulla gestione e taglia definitivamente con la logica del concessionario unico. Martella ha anche proposto di smuovere le acque alla Camera con un regime fiscale agevolato speciale per Venezia, diverso da quello del resto del territorio. Il disegno di legge è un tassello di questo progetto, che include anche la revisione della Legge Speciale. La proposta è stata appoggiata anche dal sindaco di Venezia, Luca Brugnaro.
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