L'Inda accetta le prescrizioni della Soprintendenza dopo la minaccia dell'Unesco di revoca della tutela per le cattive condizioni del monumento Scenografie meno invasive e un allestimento "light" per la stagione degli spettacoli classici e della lirica al Teatro greco di Siracusa. La Soprintendenza ai beni culturali di Siracusa corre ai ripari dopo l'ennesimo avvertimento dell'Unesco che minaccia di togliere il riconoscimento di bene culturale all'antico monumento della Neapolis degradato da incuria ed eccessivo utilizzo, e mette in pratica i dettami annunciati nei giorni scorsi. Lo annuncia la soprintendente Rosalba Panvini al termine della prima riunione con il sindaco Giancarlo Garozzo, presidente della Fondazione Inda pro-tempore in attesa dell'insediamento del commissario ministeriale Pierfrancesco Pinelli atteso in città nei prossimi giorni. Un incontro durante il quale si è discusso del progetto scenografico e di allestimento delle Rappresentazioni classiche che andranno in scena dal 13 maggio al 26 giugno. "Dobbiamo tutelare il monumento - dice l'archeologa Panvini - e usare materiali alternativi per la copertura di scena e cavea: il Teatro greco non può più essere caricato di sovrastrutture. Le ragioni sono molteplici: corriamo il rischio di perdere il riconoscimento Unesco, subiamo le legittime proteste di visitatori che pagano il biglietto per ammirare il monumento nella sua integra bellezza e lo ritrovano coperto di assi di legno e impalcature e, cosa fondamentale, dobbiamo consegnare il Teatro greco alle nuove generazioni nella sua meravigliosa interezza. Il progetto della Fondazione Inda dovrà seguire le nostre prescrizioni e siamo certi che si troverà la maniera giusta per mettere in scena gli spettacoli che rappresentano l'identità del Teatro greco e sono volano di sviluppo culturale oltre che sociale ed economico del territorio". Dalla prima bozza del progetto, che sarà discusso con i tecnici della Soprintendenza il prossimo 29 febbraio, emerge la prima novità: meno legno sulla cavea del colle Temenite. "Non vieteremo le Rappresentazioni classiche - dice Panvini - ma apriremo altri spazi per spettacoli sempre consoni ai luoghi archeologici. Abbiamo già richieste per allestire eventi teatrali, musicali e dibattiti all'Anfiteatro romano ed è mio auspicio poter sfruttare anche lo spazio di fronte all'Ara di Ierone, sempre all'interno del Parco della Neapolis, per ospitare concerti". Spazi alternativi, dunque, per altri eventi mentre la skené del Teatro greco ospiterà la stagione 2016 dell'Inda dedicata alla violenza sulle donne e la musica lirica del Festival Euromediterraneo. "E' opportuno confrontarci e trovare insieme le soluzioni più adeguate a garantire la tutela e la conservazione del Teatro greco - commenta il sindaco Garozzo - e al tempo stesso ad allestire il ciclo di rappresentazioni classiche che attrae oltre 100 mila spettatori ogni anno e crea un indotto economico fondamentale per tutto il territorio. La Fondazione Inda ha sempre messo in campo tutte le proprie risorse, umane ed economiche, per salvaguardare il monumento; ogni anno l'Istituto provvede a interventi come la pulizia straordinaria, il diserbo e la recinzione con paletti di castagno. La stagione delle rappresentazioni classiche non è quindi a rischio: stiamo lavorando a stretto contatto con la Soprintendenza, pensando ad esempio scenografie più leggere, e sono sicuro che troveremo la strada migliore per tutelare il Teatro greco e offrire anche quest'anno una stagione teatrale indimenticabile". La soprintendente Panvini parlerà di questo anche con il neo-commissario Pinelli e mercoledì sarà a Palermo, nella sede dell'assessorato ai Beni culturali, per affrontare un'altra questione: il restauro del Teatro greco. "E' mia ferma e decisa intenzione dar vita subito a una sorta di laboratorio di idee che coinvolga tecnici, diagnosti, chimici, fisici, architetti e archeologici che hanno operato in questo campo - dice la soprintendente - insieme con i tecnici del Centro regionale di restauro. Sarà questa commissione di esperti a monitorare il Teatro greco, a proporre soluzioni e interventi partendo da una certezza: non ci potrà essere un restauro complessivo e generalizzato ma occorrono interventi a settore, costanti. Una fabbrica del restauro, dunque, che dovrà partire al più presto".