NON si tratta solo di esportare un prodotto, ma di conquistare nuovi clienti, pronti a pagare cifre importanti per far gestire a chi lo ha inventato e sviluppato vent'anni fa a Torino un servizio che funziona. Il Comune di Milano e la Regione Lombardia non hanno copiato il prodotto, ma hanno preso il meglio sul mercato pagando all'Associazione Torino Città Capitale Europea 1 milione e mezzo di euro per coprire le spese di lancio della Carta musei in Lombardia fino a tutto il 2016. «La collaborazione proseguirà anche dopo», sottolinea Francesca Leon, responsabile dell'Associazione. Anzi. Si immagina già un secondo atto. Ora i due abbonamenti si "parlano": chi ha quello piemontese può acquistare a prezzo scontato quello lombardo e viceversa. «Nel 2016 vogliamo arrivare ad una formula integrata, che si andrà ad aggiungere a quelle esistenti, per dare l'accesso a tutti i siti di entrambi i circuiti», spiega Leon. Trattative già aperte, poi, con la Liguria e con la Valle d'Aosta per replicare lo strumento nelle due regioni. In prospettiva nelle casse dell'Associazione, fondata dalla Regione Piemonte e dalla Città di Torino con l'aiuto della Fondazione Crt, entreranno altre risorse. E la testa rimarrà a Torino, dove già oggi si gestisce sia il circuito piemontese sia il circuito lombardo. Agli assessori alla Cultura della Regione, Antonella Parigi, e del Comune, Maurizio Braccialarghe, spunta il sorriso: non ci sono emergenze da affrontare e conti da ripianare. Anzi. Si fa business con la cultura, si esporta prodotto e conoscenza. Un punto su cui insiste la stessa Leon: «Abbiamo venduto il nostro know-how - sottolinea la direttrice dell'Associazione dove lavorano 21 persone - siamo partiti nel luglio del 2014 con il primo accordo tecnico-politico, a maggio del 2015 l'embrione del circuito era pronto. L'intesa con la Lombardia prevede che lo sviluppo e la gestione siano a carico nostro». Da qui il pagamento del milione e mezzo di euro. Anche perchè replicare l'esperienza senza il supporto di chi lo ha già fatto sarebbe costato di più alle casse dell'ente guidato da Roberto Maroni. «I modelli che seguiremo con Valle d'Aosta e Liguria saranno analoghi», aggiunge Leon. L'Abbonamento Musei è un fiore all'occhiello che Torino e il Piemonte possono vantare, tanto che l'assessore Braccialarghe non manca mai di citarlo negli incontri romani e ai tavoli del ministero dei Beni Culturali. Lo stesso ministro Dario Franceschini si è mostrato più volte interessato alla formula. «Abbiamo discusso la questione - racconta Braccialarghe - il ministro è interessato alla nascita di circuiti sotto forma di Carta musei, c'è un problema di armonizzazione dei diversi sistemi ». Problema che l'Associazione ha dovuto affrontare anche per studiare il "pacchetto Lombardia": una distribuzione demografica diversa rispetto al Piemonte, un'offerta culturale meno concentrata a Milano, ma più spezzettata nelle diverse province. Possibile immaginare una Carta musei nazionale con la testa a Torino? «Sarebbe un sogno», risponde Leon. E poi: «I canali di comunicazione con Roma sono aperti, ma è complicato immaginare un Abbonamento Musei Italia. La formula funziona su aree circoscritte, quando si possono visitare musei vicini, tecnicamente per zone di prossimità. Prima il Piemonte, poi la Lombardia, poi il Piemonte e la Lombardia insieme». A cui si aggiungeranno Liguria e Valle d'Aosta, facendo nascere la carta Nord Ovest. E la testa sarà sempre a Torino.
Una carta "da export": la Lombardia paga un milione e mezzo per adottarla
Il Comune di Milano e la Regione Lombardia hanno firmato un accordo con l'Associazione Torino Città Capitale Europea per lanciare la Carta musei in Lombardia. L'accordo prevede che l'Associazione gestisca il servizio e riceva 1,5 milioni di euro per coprire le spese di lancio. La collaborazione proseguirà anche dopo, con la possibilità di estendere il servizio a Liguria e Valle d'Aosta. L'Associazione ha già venduto il suo know-how e ha ricevuto l'accordo tecnico-politico nel luglio del 2014. Il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini è stato interessato alla formula e ha discusso con gli assessori della Regione e del Comune.
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