L'AQUILA E' stato ufficializzato il decreto sulla seconda parte della riforma del ministero dei Beni culturali, firmato dal governo lo scorso 23 gennaio. Il decreto rende possibile una piccola rivoluzione anche in Abruzzo, dove già da giorni (da quando il ministero ha diffuso le prime circolari del riassetto) si è scatenata una guerra di campanile al grido di "scippo": all'Aquila, perché la sede regionale della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio (Beap) si trasferirà a Chieti; e a Chieti perché la sede centrale del Polo museale (che raccoglie 16 tra luoghi della cultura e musei in tutto Abruzzo) andrà all'Aquila contrariamente a quanto era previsto . Se da un lato il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente si dice molto soddisfatto della scelta del ministero «di portare nel capoluogo di regione martoriato dal sisma la sede organizzativa e amministrativa del Polo museale», e per nulla scontento che la Soprintendenza regionale si sposterà a Chieti, per il sindaco di quest'ultima città, Umberto Di Primio, invece, «la decisione è stata presa in quattro giorni soltanto senza alcun rispetto per la nostra città». «Quanto accaduto dimostra palesemente che non solo non sono stati perseguiti i criteri logici di distribuzione degli uffici periferici sul territorio ma anche che il ministroha poca autonomia decisionale ed è succube delle logiche di partito». Al netto delle critiche, il decreto del ministro della Cultura Dario Franceschini attua la fusione in un unico organismo delle Soprintendenze archeologiche e delle Soprintendenze belle arti e paesaggio (Beap). Ciò comporta, nella nostra regione, che la Beap che ha oggi sede all'Aquila ed è diretta da Maria Giulia Picchione (la quale può non essere riconfermata dal ministero, in quanto è attesa anche la riorganizzazione dei dirigenti in Italia) sarà accorpata all'Archeologica di Chieti. Nel capoluogo resterà la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per la città dell'Aquila e i Comuni del cratere: la cosiddetta "Soprintendenza speciale". Non cambierà nulla sotto il profilo delle attività, come d'altro canto per il Polo museale sotto la direzione di Lucia Arbace e con sede, attualmente, a Villa Frigerj a Chieti. «Dividerò sempre il mio tempo tra due città, tra sede centrale e musei», spiega la Arbace. La struttura del Polo è, infatti, "policentrica" e può contare sull'arrivo di due new entry: l'abbazia di San Giovanni in Venere a Fossacesia e la basilica di San Bernardino all'Aquila, «mentre il castello Piccolomini di Celano già c'era e viene unificato in un'unica competenza», chiarisce la Arbace. La direttrice confida nella possibilità di poter recuperare, in questo nuovo "trasloco", una parte del personale: un Polo museale come quello abruzzese avrebbe bisogno di 150 persone, mentre in organico ce ne sono ora soltanto 50.