Pantelleria. A fine settimana, a Mursia. nella parte inferiore verso mare, riprenderà una nuova ricognizione archeologica con il gruppo di lavoro di Sebastiano UTusa, che afffiancherà quella condotta dall'Università di Bologna, sede di Ravenna sotto la guida da Maurizio Cattani. «Ci limiteremo - dichiara Tusa, direttore degli scavi - a ripulire la zona e a restaurare le strutture esistenti del villaggio dell'età del bronzo dei Sesi». Mentre gli scavi al Villaggio di Scauri e al Santuario rupestre del Lago di Venere si possono ritenere terminati, altre importanti novità potrebbero arrivare nella zona di San Marco e Santa Teresa, la cosiddetta Acropoli. «Anche qui - continua Tusa - tra poco riapriremo i lavori, continuando il restauro delle strutture, proseguendo con la coperture delle cisterne». Gli scavi della zona sono affidati all'Università di Tubingen, sotto la direzione Thomas Schaefer e all'Università della Basilicata, con Massimo Osanna. «E' l'acropoli -aggiunge Tusa - il luogo dove due anni fa sono state ritrovate le famose teste imperiali, che nel frattempo hanno fatto il giro del mondo, fino in Giappone. Non è detto che non ne potremo trovare altre, dato che il sito è un tempio dedicato alle figure imperiali, alcune sepolte nel I sec. d.C, altre nel VI secolo, epoca dell'invasione dei Vandali». A fine agosto, poi, dopo dieci anni di sospensione riprenderanno le ricognizioni archeologiche nel porto di Pantelleria, affidati alla Cooparativa Ares di Ravenna che si occupa di servizi per l'archeologia. In questi giorni è stato firmato il contratto tra Comune e Roberta Baldassari, presidente della cooperativa. «Sono indagini scientifiche - afferma Baldassari - che completeranno quelle effettuate nel 1994 da Tusa, con una serie di reperti sparsi del III o IV secolo d.C». A Scauri, invece, si studieranno i due relitti carichi di ceramiche da fuoco. Ma la vera novità di quest'anno è la perlustrazione degli alti fondali. «Saranno tre tipi di interventi su fondali a 500 metri di profondità - aggiunge Tusa - uno in collaborazione con la fondazione americana RPM di New York e l'altro con l'INA del Texas, che forniranno particolarissime attrezzature. Infine, la perlustrazione umana sarà fatta in collaborazione con l'Associazione Nord Sistem Divers di Mario Arena di Trieste, nelle Cale Levante e Tramontana e credo che ci siano proprio delle novità. Ma per il momento non ne voglio parlare. Tutto questo è possibile grazie agli stretti rapporti tra la mia funzione a Pantelleria e la Soprintendenza di Trapani, in collaborazione con Giuseppe Gini e Rossella Giglio. Ora, occorre istituire per Pantelleria il Parco archeologico, già approvato dalla Regione». Le zone f.m. Le zone di terra, a partire dai primi di luglio sono Mursia, villaggio dei Sesi in collaborazione con Università di Bologna, sede di Ravenna; Acropoli, In collaborazione con le Università di Tubingen e della Basilicata. Zone di mare. Porto di Pantelleria: ricognizione sui fondali, in collaborazione con Ares di Ravenna. Porto di Scauri: studio dei due relitti di epoca romana; perlustrazione degli alti fondali in collaborazione con RPM di New York, Ina del Texas. Perlustrazione e ricognizioni di Cala Levante e Cala Tramontana in collaborazione con Nord Sistem Divers di Trieste.
Pantelleria. Scavi a 500 mt di profondità
A fine settimana, a Mursia, inizieranno nuovi scavi archeologici con il gruppo di lavoro di Sebastiano UTusa, che si unirà a quella condotta dall'Università di Bologna. Il villaggio dell'età del bronzo dei Sesi sarà oggetto di una ricognizione e restauro. Altre novità potrebbero arrivare nella zona di San Marco e Santa Teresa, l'Acropoli, dove si studieranno le strutture e si proseguirà il restauro. Gli scavi della zona sono affidati all'Università di Tubingen e all'Università della Basilicata. A fine agosto, riprenderanno le ricognizioni archeologiche nel porto di Pantelleria, affidate alla Cooparativa Ares di Ravenna.
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