Alla giostra degli immobili vincono i privati Il tutto a vantaggio di pochi gruppi e sulla testa degli inquilini INTRIGO IMMOBILIARE Nella giostra della finanza creativa succede che un ente come l'Inpdap è costretto a vendere alloggi e negozi ad una Scip, le sedi strumentali al Fip, ma si ritrova ad acquistare ex palazzi del ministero delle Finanze. È successo questo nella mirabolante gestione Tremonti, messa sotto accusa da Eurostat. È il caso delle ormai celebri torri dell'Eur, vendute durante le feste natalizie del 2002 con un'operazione- lampo per coprire l'ennesima falla di bilancio. A poche ore dalla mezzanotte il Tesoro cedette un «pacchetto» di immobili ministeriali (tra cui le torri) e 27 sedi dell'ente tabacchi, per un incasso complessivo di circa 3 miliardi di euro. L'acquirente era pubblico: Fintecna. Come dire: una partita di giro per convincere Bruxelles. Dopo poco Fintecna ha rivenduto al fondo Fimit, partecipato al 39,68 dall'Inpdap, al 6,94 dall'Enpals e controllato con oltre il 52 da Capitalia. Viene da chiedersi: chi ci guadagna e chi ci perde in questo circolo vizioso? Di quanto è aumentato il valore di quell'immobile nei due passaggi successivi? L'acquisto avviene proprio mentre l'ente guidato daMarco Staderini veniva «espropriato» dei suoi beni immobili e mobili, visto che nel frattempo Tremonti aveva anche cartolarizzato i crediti Inpdap per 4,8miliardi. «Andrà a finire che in tutto questo giro ci ricompreremo qualche negozio venduto alla Scip - ironizza GuidoAbbadessa presidente Civ dell'Inpdap - Anche se si tratta di operazioni legittime: Fimit è un fondo immobiliare che acquista sul mercato. Quello che inquieta è la gran massa di immobili pubblici che passano di mano senza che nessuno se ne accorga, sopra la testa della gente e a vantaggio di pochi gruppi ». Vittime di questo terremoto immobiliare: inquilini degli enti, i loro iscritti, ed anche imilitari con l'arrivo delle Scip 3 e 4. Come è accaduto per l'appunto con l'ultima grande svendita, quella degli uffici di Inpdap, Inps e Inail passate al Fip che ha riaffittato agli enti. Oggi si attende la sentenza del Tar al ricorso presentato dai tre Civ sulla base della inalienabilità delle sedi strumentali. Nella partita Fip l'altroieri è intervenuto il presidente del Civ Inps Francesco Lotito, proponendo un'Opa sugli immobili con un'offerta migliore di quella del Fip. «È pura provocazione - commenta Abbadessa - Per noi quegli edifici restano inalienabili».Al vantaggio degli acquierenti si contrappone lo svantaggio dei venditori costretti a riaffittare e a pagare la manutenzione. La stessa cosa accade alle Ferrovie, per i Ferrohotels, «cartolarizzati » e riaffittati con l'onere della manutenzione. «Cosa di solito a carico dei proprietari, non degli affittuari - continua Abbadessa - In tempi di immobiliaristi sarebbe da indagare come mai tutta la partita Fip è stata affidata a una piccola banca come la Finnat, che utilizza la Pirelli Re e la Bnl immobiliare come gestori». L'istituto ha votato per il contropatto in Bnl. Giornata cruciale oggi anche per i militari, che attendono il secondo decreto sulla cessione degli alloggi della Difesa. Il governo punta a tirare dritto e a rendere immediatamente efficace il provvedimento, ma gli inquilini non ci stanno. «Si deve tornare in Parlamento - dichiara Sergio Boncioli, presidente dell'Associazione casa diritto -Quel decreto farà partire subito il piano sfratti messo a punto dalla Difesa per "recuperare" gli alloggi "persi", ovvero 2.500 residenti nel patrimonio non alienato a rischio sfratto. Senza contare che tra i circa 4mila nuclei "cartolarizzati" tra i 1.500 e i 1.800 non potranno acquistare, e quindi saranno buttati fuori dalla Scip». Anche sulla partita Difesa incombono incognite finanziarie. Ci si chiede dove siano finiti gli incassi degli affitti pagati dai militari e destinati alla costituzione di un fondo casa, o quelli per le nuove costruzioni. Si conoscono solo le cifre aggregate: 18 milioni annui di canoni che si spartiscono a metà Difesa eTesoro.