NEL maggio 2007 aiutai le associazioni di cittadini a organizzare, con la collaborazione dell'Istituto italiano studi filosofici e del suo presidente Marotta, un convegno per discutere i problemi della valorizzazione del centro storico. Accettarono l'invito le massime autorità dell'Unesco e del ministero Beni culturali. Il mondo accademico napoletano era ben rappresentato, così come la Sovrintendenza e Italia Nostra. Per il Comune intervenne l'assessore al centro storico. Le associazioni dei cittadini descrissero in dettaglio e documentarono le carenze di cura e manutenzione del centro storico, suscitando la condivisione e preoccupazione delle autorità presenti. L'assessore annunziò la decisione di stanziare 200 milioni per il restauro dei monumenti. I rappresentanti delle associazioni di cittadini, pur esprimendo soddisfazione per la promessa, mantennero le loro riserve e dopo il convegno si rivolsero al centro del patrimonio dell'Unesco, che inviò a Napoli, nel dicembre 2008, una missione, formata da un funzionario Unesco e da un consulente dell'Icomos. Partecipò informalmente il professor Francesco Bandarin, direttore del Centro del patrimonio. Le autorità napoletane annunziarono di voler spendere, per il restauro dei monumenti, una cifra totale di 282 milioni. Questa cifra fu confermata all'Unesco dal governo. È riportata nei documenti preparati per le riunioni del Comitato degli Stati membri della convenzione del patrimonio (Siviglia, 2009 e Parigi 2011). Nonostante l'impegno ufficiale del governo, all'inizio del 2012 non si era ancora avuta notizia di apertura di cantieri e per questa ragione le associazioni dei cittadini si sono di nuovo rivolte all'Unesco. Il professor Bandarin scrisse al sindaco per rammentare che «l'Unesco dovrà ricevere un rapporto sulle varie misure di protezione messe in atto per salvaguardare il sito centro storico di Napoli». Successivamente il professor Bandarin è venuto a Napoli e ha incontrato il sindaco de Magistris. Io ero presente al colloquio e ho notato che il sindaco non ha menzionato l'entità della cifra destinata ai restauri, né che vi era un ritardo nel loro inizio. Pochi mesi dopo, il Comune (delibera 875, 6122012) ha approvato il restauro di vari monumenti per un importo totale di 69 milioni. Perché solo 69 milioni, invece di 280? Su quale voce di bilancio sono rimasti gli altri 211 milioni? Quando saranno utilizzati per gli ulteriori restauri? Né il governo, né le autorità locali hanno informato l'Unesco dell'inizio di un parziale elenco di lavori di restauro e delle ragioni del ritardo con cui essi iniziano. Per questa ragione i cittadini continuano legittimamente a chiedere conto della destinazione dei fondi promessi. Lamentano anche la lentezza con la quale i lavori procedono. Ormai nove anni sono passati dal maggio 2007. Nella mia qualità di coordinatore delle attività delle associazioni interessate al centro storico ho recentemente chiesto al Centro del patrimonio di discutere di questo problema durante la riunione degli Stati membri della Convenzione del Patrimonio che si terrà a luglio a Istanbul. Il Centro del patrimonio ha avviato l'iter con una lettera del 15 gennaio indirizzata alle autorità italiane nella quale chiede informazioni e commenti. È dunque iniziato un percorso che porterà agli opportuni chiarimenti, al fine di discutere dell'argomento a Istanbul. Dopo la riunione di luglio il futuro sindaco potrebbe essere chiamato a chiarire la situazione del restauro dei monumenti.
QUEI SOLDI STANZIATI E MAI SPESI PER RECUPERARE IL CENTRO STORICO
Nel maggio 2007, le associazioni di cittadini napoletane, con la collaborazione dell'Istituto italiano studi filosofici, organizzarono un convegno per discutere i problemi della valorizzazione del centro storico. Le autorità dell'Unesco e del ministero Beni culturali parteciparono. Le associazioni descrissero le carenze di cura e manutenzione del centro storico, suscitando la condivisione e preoccupazione delle autorità presenti. L'assessore al centro storico annunziò la decisione di stanziare 200 milioni per il restauro dei monumenti. Tuttavia, le autorità napoletane annunziarono di voler spendere solo 282 milioni, cifra che fu confermata dal governo.
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