IL bicchiere dei 20 musei comunali è mezzo vuoto di visitatori. O mezzo pieno. A seconda da che parte si guardano i dati dei flussi. E in base al coktail degli ingressi: gratuiti e a pagamento. Il 2015 è stato un anno che ha visto la flotta capitolina flettersi nelle tre sue tre corazzate. L'Ara Pacis è passato da 303.305 a 217.730 visitatori. I Capitolini hanno fatto registrare un piccolo "inchino", da 467mila 075 a 455.464. Un'imbarcata, invece, quella del Macro nelle due sedi di Testaccio e via Nizza, ha raccolto appena 135.810 persone: l'anno passato in 137.090 avevano varcato la soglia del gioiellino hi-tech di Odile Decq e 77.947 il portone dell'ex Macello testaccino. Un annus orribilis soprattutto se confrontato con il 2015 dello Stato di cui si pavoneggia il ministro Franceschini, sciorinando il primato del Lazio in Italia: 19milioni e 750mila ingressi? No, perché i dati parziali dell'amministrazione capitolina, in attesa che arrivino i numeri aggregati che tengono conto di paganti, gratuiti e ingressi forfettizati alle inaugurazioni, dicono che c'è stato il boom dei "brutti anatroccoli". Ossia gli 8 musei che il Campidoglio ha deciso di rendere gratuiti: ha raddoppiato la villa di Massenzio sull'Appia Antica, da 25.739 a 51.891 visitatori, seguita a villa Borghese dalla casa-museo di Pietro Canonica (da 12.541 a 24.564) e dal la collezione Bilotti (da 17.841 a 34.202). «È questo il dato più significativo spiega il sovrintendente Claudio Parisi Presicce . Possiamo dire che negli otto gratuiti si sono riversati i visitatori che hanno disertato quelli a pagamento, tanto che il saldo totale è di sostanziale pareggio. Per me la notizia è che è aumentato il numero dei romani: dimostra che c'è un radicamento nel territorio». Trionfa insomma il welfare all'inglese dei musei free entrance. Tuttavia nel conteggio globale di Parisi Presicce ci sono i 158mila che hanno assistito d'estate agli archeo-show ai Fori. E resta il fatto che dalla "casa" di Augusto sul Lungotevere c'è stata una fuga. Motivo principale, l'aumento del biglietto di 1 euro per i residenti (2 per gli esterni). «L'incremento del prezzo sui musei famosi ci ha permesso però sottolinea Parisi Presicce di aumentare, a parità di ingressi in un anno, gli introiti: da 4milioni 480mila a 4.955mila. E di finanziare così gli accessi ai musei gratuiti». Il Macro, inoltre, ha registrato un aumento dei paganti del 37. Casse "piene" e sale "vuote", insomma. Le mostre sono il vero jolly . Basti vedere la ver sopresa del 2015 sponda Campidoglio. Il museo di Roma a Palazzo Braschi è passato, se pure a pagamento, da 55mila a 76mila visitatori. Quasi tutti concentrati nei primi mesi del 2015. Venticinquemila tra gennaio e febbraio. Attratti dai "Vestiti dei sogni", gli abiti del cinema. Uscite le costumiste, aprile è tornata a 5000 biglietti.