«Sulla questione della cultura gioco a carte scoperte». Ed Enrico Gherghetta ieri, davanti a una dozzina di sindaci e assessori dei Comuni isontini, ha calato l'asso per tentare di portarsi a casa la partita dei Musei provinciali. «Abbiamo consultato un notaio per verificare se esistono le condizioni per creare una fondazione alla quale la Provincia trasferirebbe la proprietà dei beni mobili dei Musei», ha annunciato ieri il presidente dell'ente intermedio. I tempi sono stretti: entro il 30 marzo Gherghetta e l'assessore regionale alla cultura, Gianni Torrenti, dovranno definire e sottoscrivere il piano di subentro che sancirà il destino dell'enorme patrimonio artistico custodito oggi dalla struttura museale provinciale. Il presidente della Provincia ente destinato a scomparire o comunque a essere declassato a istituzione di secondo grado ha chiesto ai sindaci convenuti ieri a palazzo Attems pieno mandato d'azione, «fermo restando che l'atto con il quale ci accorderemo con la Regione sarà siglato a nome del territorio provinciale, non della Provincia o del Partito democratico», ha indicato Gherghetta. Il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, si è astenuto dal votare la "mozione", ponendo una sorta di aut- aut: il primo cittadino del capoluogo isontino si è detto disponibile a percorrere la strada della fondazione, «a patto che questa non solo rilevi la proprietà dei beni, ma li gestisca direttamente: inutile creare, come vorrebbe la Regione, un unico carrozzone con Villa Manin. Creiamo piuttosto ha detto Romoli due "carrozzini", con la fondazione museale isontina da una parte e l'azienda Villa Manin dall'altra». La ventilata istituzione dell'ente regionale per il patrimonio culturale (Erpac), annunciata da Torrenti la scorsa settimana, è stata accolta con freddezza dal territorio. E Gherghetta non ha risparmiato nel corso del suo intervento qualche frecciata alla Regione: «Torrenti ci ha provato, ora sta a noi aprire una trattativa per tentare di ottenere il massimo. Due sono i grandi "ma" della proposta regionale: la Regione non può prevedere una gestione dei Musei omettendo il coinvolgimento del territorio e l'individuazione di personalità locali nella costruzione del comitato scientifico non può bastare. Inoltre ha aggiunto il presidente della Provincia , non possiamo accettare che la Regione diventi proprietaria di tutto il patrimonio museale goriziano». La soluzione, dunque, è quella di una fondazione che erediti dalla Provincia la proprietà dei beni artistici oggi custoditi nelle strutture dei Musei provinciali e "prestati" ad altri enti e istituzioni locali: «La Provincia dà vita alla fondazione, invitando i Comuni interessati ad aderire: quando l'ente intermedio cesserà di esistere ha spiegato Gherghetta , la Regione potrebbe subentrargli». Dall'operazione dovrebbe essere escluso il patrimonio immobiliare, che passerebbe in mano alla stessa Regione.
Gherghetta: Una fondazione per gestire i beni dei musei
Ieri, il presidente della Provincia di Gorizia, Enrico Gherghetta, ha chiesto ai sindaci convenuti di firmare un piano di subentro per la gestione dei Musei provinciali. La Provincia intende creare una fondazione che erediti la proprietà dei beni artistici e li gestisca direttamente. Il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, ha espresso la sua disponibilità a percorrere la strada della fondazione, ma ha richiesto che la fondazione gestisca direttamente i beni e non solo rilevi la proprietà. La Regione ha annunciato la creazione di un ente regionale per il patrimonio culturale (Erpac), che ha suscitato freddezza nel territorio.
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