Condannati in via definitiva, la Guardia di Finanza ha requisito loro immobili per 2,2 milioni Scandalo Venaria, maxisequestro all'ex sovrintendente Pernice e a un funzionario della RegioneLa Guardia di finanza di Torino ha sequestrato beni immobili per 2,2 milioni di euro nei confronti dell'ex direttore del settore conservazione beni architettonici e impianti del Consorzio di valorizzazione "La Venaria Reale" , Francesco Pernice, e di un funzionario della Regione Piemonte, entrambi già condannati, con sentenza passata in giudicato nel dicembre 2014, per turbativa di gare pubbliche, corruzione, abuso d'ufficio e falsità ideologica in atti pubblici. Si tratta di un sequestro conservativo. Pernice era accusato di aver accettato favori e lavoretti in casa in cambio di concessioni agli impresari edili che volevano vincere gli appalti. Il totale dei danni subiti dalle pubbliche amministrazioni per conto delle quali i due dipendenti operavano e dei quali sono tenuti a rispondere è stato quantificato, rispettivamente, in un milione di euro per Pernice e in 1,2 milioni per il funzionario della Regione. Per garantire il risarcimento alle amministrazioni danneggiate, le Fiamme Gialle hanno eseguito il sequestro conservativo di immobili intestati ai due nei comuni di Torino, Ceres, Caselle, San Giorgio a Cremano (Napoli) e Portici (Napoli). L'altro dipendente pubblico nei confronti del quale è stato disposto da parte della Corte dei conti il sequestro conservativo dei beni è l'ex direttore regionale Giuliano Ricchiardi. Assieme all'ex soprindentente Pernice, nell'inchiesta venne coinvolto l'ex presidente della giunta regionale del Piemonte Ezio Enrietti. Nel novembre 2014 Pernice patteggiò una pena a un anno e undici mesi, mentre Enrietti, imprenditore della les che si aggiudicò un appalto per il movimento terra nella area della Reggia, patteggiò un anno e sei mesi. Altri indagati hanno patteggiato pene fino a un anno e tre mesi: tra loro l'imprenditore Francesco Paolo Della Rossa, l'ex segretario di Enrietti, Claudio Santese, l'imprenditore Maurizio Ottaviano e, appunto, l'ex direttore regionale Giuliano Ricchiardi