Mail al cianuro, cda disertati e ordini del giorno buttati nel cestino: la prima lettera di dimissioni è stata spedita ieri. La nota è arrivata due minuti dopo: «La Camera di Commercio esce di scena riguardo alla partecipazione attiva alla gestione del patrimonio artisticomuseale di Brescia Musei». Alla lettera: «La giunta camerale ha deliberato la rinuncia a partecipare sia al consiglio generale che al consiglio di amministrazione della fondazione». «La decisione dice il presidente Giuseppe Ambrosi è motivata esclusivamente dal fatto che, in un momento in cui il legislatore sta fortemente limitando il raggio di azione delle società e degli organismi partecipati dagli enti pubblici ad ambiti di stretta competenza istituzionale, l'ente camerale ha ritenuto opportuno rinunciare a partecipare a un organismo che andrà ad assumere compiti di natura gestionale di beni altrui, non ravvisando in ciò alcuna coerenza con le proprie funzioni». Camera di Commercio e Cab avevano mandato agli avvocati il nuovo statuto della fondazione, rivisto e corretto dalla Loggia e approvato dal cda il 14 gennaio: per questioni tecniche non possono entrare a far parte del consiglio generale, un secondo livello di governance voluto dal sindaco Emilio Del Bono. «Se lo statuto rimane questo, e ho motivo di credere che sarà così, anche la Cab uscirà dalla fondazione» fa sapere Giovanni Trerotola. Cavilli e regole del consiglio generale andranno rivisti entro e non oltre l'8 febbraio, quando ci sarà il secondo cda. «Ma il tempo passa e i documenti che avevamo chiesto e che ci consentirebbero di restare non arrivano». Il consiglio di amministrazione di lunedì prossimo sarà disertato: «Io non mi presento». Da quando ha un posto nella fondazione, la Cab ha girato a Brescia Musei 25 milioni di euro. «Morto un papa se ne fa un altro: giro le frittate e considero vittorie le sconfitte» fa sapere il presidente Massimo Minini. Ha già fissato un appuntamento con il sindaco: spetta a Del Bono nominare i due consiglieri che sostituiranno Camera di Commercio e Cab. Gira voce che potrebbe essere una società costituita da Brescia Tourism e Pro Brixia. Anche la lettera di dimissioni di Marco Vitale è pronta a partire: «Tutti e tre i consiglieri di nomina comunale (oltre a lui, Giorgio Grazioli e Chiara Rusconi, ndr) potenzialmente si possono dimettere. La notizia dell'uscita di Cab e Camera di Commercio metterà in moto altre cose: mi aspetto un cambiamento».
BRESCIA - Brescia Musei, lasciano Cdc e Cab
La Camera di Commercio di Brescia ha deciso di rinunciare alla partecipazione attiva alla gestione del patrimonio artistico-museale della città, a causa delle limitazioni del legislatore sulle società partecipate dagli enti pubblici. La decisione è stata presa dal presidente Giuseppe Ambrosi, che ha motivato la rinuncia con la mancanza di coerenza tra le funzioni della Camera di Commercio e quelle dell'ente. La fondazione Brescia Musei, che gestisce il patrimonio artistico-museale, ha ricevuto la lettera di dimissioni della Camera di Commercio e della Cab, due dei suoi consiglieri. La Cab ha già girato 25 milioni di euro a Brescia Musei.
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