L'INTERVISTA L'ASSESSORE COMUNALE ALLA CULTURA ASSESSORE Braccialarghe, è possibile arrivare a uniformare gli orari dei musei? «Mi piacerebbe, ma per arrivare a questo risultato ci vorrebbe la bacchetta magica. Certo, è un tema all'ordine del giorno: a un turista che arriva a Torino potrebbe far piacere sapere che tutti i musei aprono e chiudono alla stessa ora. Ma bisogna fare i conti con organici e soprattutto contratti diversi, dai musei civici a quelli statali, o ad altri come il Museo del Cinema o il Mauto, che agiscono in autonomia. Poi ci sono i casi eccezionali, le grandi mostre, che determinano nuove esigenze e nuove risposte». In che senso? «Prendiamo la mostra di Monet, che ha portato ad aprire alla Gam una nuova cassa, a creare una postazione per Turismo Torino, a posticipare la chiusura dalle 18 alle 19.30, a garantire maggiori presidi: si è dovuto così spostare personale da altri musei, per fare fronte alle richieste di un pubblico numerosissimo. La coperta è quella che è: sono questioni difficili da comprendere per chi non deve amministrare ». Ogni contratto prevede orari e condizioni diverse? «Sì, si verificano tante situazioni differenti. I Musei Reali dipendono dallo Stato, hanno una loro pianta organica e sono chiusi in determinati giorni festivi, come si è visto a capodanno, con le proteste che ne sono derivate. Poi ci sono i musei della Città, che dipendono dalla Fondazione Torino Musei, anch'essi con esigenze particolari, prendiamo per esempio il Borgo e la Rocca Medievale che rappresentano un caso a sé. Potrei continuare con il Museo del Cinema e del Risorgimento o con il Mauto. Per arrivare a un'uniformità ci vogliono accordi: ma il caso Monet è emblematico, di fronte a una situazione eccezionale le condizioni generali cambiano». La direttrice del Polo Reale, oggi Musei Reali, ha posto come priorità l'omogeneità degli orari dei vari istituti: lei siede in quel Cda, riuscirete a realizzare orari uguali per tutti? «Ci proveremo, anche se non è semplice: dipende anche dal numero di dipendenti e dagli accordi con i sindacati. Diciamo che è uno dei risultati che si vogliono raggiungere. Ma c'è un'altra cosa che vorrei sottolineare». Ovvero? «Avevo due obiettivi. Il primo, raggiunto, era evitare che tutti i musei fossero chiusi il lunedì: adesso, per esempio, Palazzo Madama è aperto e non è il solo. L'altro era riuscire ad avere politiche omogenee e distribuzioni di organici tali da poter arrivare ad aperture eccezionali nei giorni festivi, da concordare con i sindacati. Le difficoltà sono legate alle questioni contrattuali, ma anche al numero di persone a disposizione. L'intento è arrivare a un'armonizzazione, ma non è così semplice».
la Repubblica
2 Febbraio 2016
"Occorre concordare con i sindacati aperture eccezionali"
MA
Marina Paglieri
la Repubblica
L'assessore comunale alla cultura di Torino, Braccialarghe, ha espresso il desiderio di uniformare gli orari dei musei della città, ma ritiene che ciò sia difficile da raggiungere a causa dei contratti diversi e degli organici diversi tra i vari istituti. I musei civici e statali hanno orari e condizioni diverse, e alcuni, come il Museo del Cinema e il Mauto, agiscono in autonomia. L'assessore ha menzionato la mostra di Monet come un esempio di situazione eccezionale che richiede nuove esigenze e risposte.
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