NE È stato un chiaro segnale, solo pochi mesi fa, la firma del protocollo tra Mibact e l'Associazione italiana dei Musei Scientifici che assegnava a questi ultimi e al loro patrimonio il "posto giusto" nell'ambito del rilancio dell'offerta culturale italiana in corso. Torino, capitale della scienza, città di Galileo Ferraris e Rita Levi Montalcini, di Lombroso e Lagrange, ha subito compiuto un salto in avanti, con il progetto di integrazione del Museo di Scienze Naturali nella Fondazione Torino Musei, di cui oggi rappresenta un primo passo la mostra "Eccentrica Natura" in corso a Palazzo Madama fino ad aprile: un'esposizione che raccoglie le maggiori opere di Bartolomeo Bimbi, maestro pittore la cui opera fu il frutto di una vastissima catalogazione scientifica voluta dal Granduca Cosimo III, appassionato di botanica. Oggi nella Sala Quattro Stagioni possiamo ammirarne venticinque bellissimi lavori, tra i più pregiati esempi di nature morte dell'epoca. Proprio come alla corte medicea la passione per la scienza generò una straordinaria produzione artistica, così oggi che le teorie quantistiche ne stanno rivoluzionando il concetto, siamo chiamati a guardare all'universo con lo sguardo leonardiano, per il quale dalla conoscenza scientifica e la scoperta della Natura si originano l'opera dell'ingegno e la rielaborazione creativa e si celebra il connubio tra arte e scienza come massima espressione dell'umanità. Il museo di scienze naturali