«La decisione del governo di localizzare a Chieti, e non all'Aquila, la nuova Soprintendenza Archeologica, Belle arti e Paesaggio (Abeap) rischia di avere pesanti ripercussioni anche sul personale in servizio». A lanciare l'allarme «sugli scenari negativi, relativi alla nuova riforma in atto nei Beni culturali, che segue di appena un anno la precedente riforma», sono Elvezio Sfarra, responsabile regionale Fp-Cisl Beni culturali e responsabile Cisl dell'Aquila e Michele Tosches, responsabile Fp-L'Aquila. I due sindacalisti chiedono un incontro urgente tra i capi degli istituti dei Beni culturali e gli stessi sindacati «per evitare al massimo mobilità selvagge, che non comporterebbero un miglior funzionamento, ma soltanto disagi e penalizzazioni per dipendenti». «Il ministero dei Beni e Attività culturali e del Turismo», proseguono, «ha aperto, infatti, una procedura di mobilità territoriale interna, su base volontaria, per soddisfare le esigenze funzionali degli istituti presenti nella regione Abruzzo. Ma il punto di caduta è nel fatto che non sarà semplice, per il personale, aderire alla richiesta di mobilità poiché non è stata fatta, a oggi, una precisa ripartizione della collocazione di tutti gli uffici che compongono le diverse Soprintendenze, serve quindi», proseguono Sfarra e Tosches, «definire al più presto una griglia organizzativa, relativa ai vari servizi e alla loro organizzazione sul territorio, per dare modo al personale di avere punti di riferimento che possano indirizzare la loro scelta». Raffica di reazioni contro tale trasferimento da Possibile, Rifondazione, Forza Italia, Idv e Lega. La senatrice Pezzopane, invece, scrive che farà di tutto per far diventare permanente la Soprintendenza unica per il cratere.