SAN BENEDETTO DEI MARSI San Benedetto sorge su una città, Marruvium, non meno importante, in epoca romana, di Alba Fucens. Lo scrittore latino Plinio la definì «splendidissima civitas Marsorum». Riportare alla luce l'intera città, come è avvenuto per Alba, non è possibile. Si dovrebbe radere al suolo il paese. Tuttavia gli scavi, condotti finora, con molta cautela, dalla Soprintendenza ai beni archeologici d'Abruzzo, hanno portato alla luce resti di edifici pubblici e privati, con pavimentazioni a mosaico, strade basolate, due monumenti funebri (i Morroni), una domus, le terme e l'anfiteatro. Insomma quanto basta alle persone, alle quali la Soprintendenza darà domani, a partire dalle 15, l'opportunità di visitare il sito, di fare un tuffo nel passato e di immaginare di ritrovarsi nell'antica Marruvium, come suggerisce la Soprintendenza, che ha titolato l'iniziativa "Abitare in una città romana". Le condizioni abitative di allora non si discostavano molto dalle nostre. Mentre i ricchi si potevano permettere una bella villa, la domus, con tutti i confort, i più poveri dovevano accontentarsi di un appartamentino (cenacula) all'interno di palazzoni (insulae) di più piani. Al pianterreno, le insulae potevano avere un solo appartamento, con caratteristiche simile alla domus, oppure le tabernae, i negozi, che si aprivano sulla strada ed erano coperte da un portico. Anche allora, come oggi, imperversava la speculazione edilizia. I palazzinari, per fare soldi, economizzavano sullo spessore dei muri e sulla qualità dei materiali. E le case spesso venivano giù. Sono passati 2mila anni, ma, come si vede, sotto il sole niente di nuovo. Superate le riserve sull'opportunità di eseguire degli scavi nel centro abitato, oggi San Bendetto, consapevole dei vantaggi che l'economia locale ne trarrebbe, sembra avere imboccato la strada della valorizzazione dei resti dell'antica Marruvium. «Così», osserva Emanuela Ceccaroni, funzionaria della Soprintrendenza e responsabile degli scavi nella Marsica, «negli interventi edilizi recenti si è cercato di conciliare le esigenze attuali con la necessità di salvaguardare i resti del passato». Gli altri appuntamenti in programma, a febbraio, per avvicinare i cittadini all'affascinante mondo dell'archeologia sono: il 2, pratiche di restauro per i bambini e il 9 per gli adulti, nel laboratorio della Soprintendenza al Museo Paludi di Celano; il 4, visita ai Cunicoli di Claudio e il 18, incontro sempre a Museo Paludi sul tema: "A febbraio, un tempo, si onoravano i defunti". Gli incontri dalle 14.30 alle 17.