di Francesco Abiuso Quota 50mila biglietti e oltre. Il sindaco di Sabbioneta, Aldo Vincenzi, dichiara senza indugi l'obiettivo che la Città Ideale si è data per il 2016 sul fronte del turismo. Si è appena chiuso un 2015 di grandi entusiasmi per chi si preoccupa di misurare l'appeal del piccolo borgo Patrimonio Unesco. Dal primo gennaio al 31 dicembre nei palazzi che furono il sogno di Vespasiano Gonzaga sono stati staccati 46.701 biglietti. Nel 2014 erano stati 4.484 in meno (42.217 il totale). Due anni prima, nel 2013, appena 37.866. Depurati dall'effetto terremoto (dal 2011 al 2012, in un solo anno, i biglietti crollarono da 45.378 a 37.202), i dati segnano comunque uno stabile trend di crescita. Ora viene la sfida, dunque, e non senza difficoltà. Nell'ordine: la scarsità di fondi, una certa riottosità da parte di alcuni abitanti ad adattarsi a cambiamenti necessari per il turismo, e soprattutto il rischio che una delle città murate più belle e meglio conservate del mondo diventi una sorta di museo, un borgo spento con le vie vuote e le persiane chiuse da tempo immemore, i muri spogli o l'intonaco cadente, quando invece le migliaia di turisti che ogni anno ne varcano le antiche porte la vorrebbero tutta da vivere e da passeggiare, cristallo di storia protetto da mura possenti al passare dei secoli. Insomma, qualcosa come Toledo o la stessa Pamplona, la cui cittadella è opera proprio di Vespasiano Gonzaga. «Sono stato eletto sindaco con una lista che si chiama Sabbioneta Cambia», sottolinea Vincenzi, come a dire che le intenzioni di rovesciare il verso di una situazione che si trascina da tempo («almeno 20 anni») ci sono tutte. IL BOOM. Dunque, iniziamo dall'aumento dei turisti. «Ci sono almeno tre ragioni che lo spiegano» dice il sindaco. L'Expo? «No, da Milano sono arrivati pochi pullman. Nel 2015, invece, Sabbioneta ha avuto una buona presenza televisiva, essendo stata protagonista di varie trasmissioni. E questo resta lo strumento migliore per raggiungere un certo target di turisti, ancora meglio del web». E poi? «La seconda ragione è che siamo riusciti a programmare attività culturali per tutto l'anno, facendo in modo che ogni fine settimana il turista trovasse qualcosa, un mostra o altro, con cui arricchire e allungare la propria permanenza a Sabbioneta. Adesso sto lavorando alla pianificazione delle esposizioni non solo per tutto il 2016, ma addirittura per i prossimi sedici mesi». Ma quanto può costare alle casse comunali tutta questa fila di eventi? «In realtà molto poco spiega Vincenzi . Il patto è questo: noi offriamo all'artista la manodopera per l'allestimento, la promozione dell'evento e una vetrina unica per fare conoscere la sua opera che sono i nostri palazzi patrimonio Unesco. Per il resto il Comune non impegna risorse». Terzo elemento di spinta all'afflusso turistico, chiude il sindaco, è quel mix congiunturale tra fine dell'effetto sisma e risveglio dell'economia al quale si aggiungerà nel 2016 il traino di Mantova Capitale italiana della Cultura. Occasione che la Piccola Atene non vuole certo lasciare sfuggire: sono allo studio iniziative come un'unica card per gli ingressi a Mantova e Sabbioneta, con trasporto incluso. Il 2016 potrebbe, insomma, essere l'occasione per lanciare quel gemellaggio tra città gonzaghesche sotto il cappello dell'Unesco che non è mai davvero decollato. IDENTIKIT. Ma chi è il turista tipo di Sabbioneta? Spesso un tedesco o un francese. Esistono poi due universi paralleli: le comitive con il pullman, studenti e pensionati, e i turisti singoli. In termini assoluti si equivalgono (10mila i primi, 11mila i secondi) ma dal punto di vista dell'indotto è molto più importante il turista singolo, che può decidere di trattenersi, restare a mangiare o a dormire. Aprile e maggio i mesi top del turismo, che in inverno invece va in letargo. EVENTI CLOU. Sabbioneta cambia, dunque. Ma come? Primo, dice Vicenzi, con gli eventi: «Vorrei riuscire a crearne uno come il Festivaletteratura per Mantova. Un appuntamento unico che torni di anno in anno, e con il quale Sabbioneta possa essere identificata. Che la gente possa dire: il fine settimana x vado a Sabbioneta perché c'è questa cosa». Idee? «Abbiamo in cantiere una festa legata alla gastronomia, e alla riscoperta di gusti antichi e delle tribù alimentari: vegetariani, macrobiotici, vegani, etc... Un evento che animi la città per un intero fine settimana in autunno». Un'altra battaglia in corso è quella per cambiare la viabilità: «Abbiamo tolto la possibilità di parcheggiare in via Vespasiano, seguendo peraltro una richiesta dell'Unesco anche se tra mille polemiche, ed esteso la Ztl nel fine settimana». Allo studio c'è un parcheggio da 290mila euro, fuori dalle mura, dove dirottare i pullman, «in modo che i turisti possano varcare le porte a piedi ed avere la sensazione di entrare in un'altra dimensione». Nella lista dei sogni ci sono percorsi a piedi sulle mura, la valorizzazione di giardini e spalti e l'estensione del polo culturale, costituito da biblioteca e dalla foresteria che ospita studenti di architettura in arrivo da molti Paesi esteri. «Tra vent'anni? Mi immagino una città murata che sia la più pedonalizzata possibile, visitabile in tutti gli angoli, piena di studenti e artisti. Insomma, un borgo della cultura che ne sia anche laboratorio». POCHI SOLDI. Ma eccoci alle note dolenti. Sapete chi aggiorna il profilo Facebook di Sabbioneta? Il sindaco stesso. Quando al pomeriggio, smessi i panni del maestro elementare, va in municipio. D'altra parte, per la promozione turistica il Comune ha in bilancio appena ventimila euro. «E con la vicenda del riscatto della rete del gas, per cui, stando ai giudici, dovremmo pagare oltre un milione sbotta il primo cittadino abbiamo l'avanzo di bilancio vincolato. E poi ci sono anche le normali spese da affrontare..». Difficile proprio, avere i numeri di un paese qualsiasi e un patrimonio Unesco da difendere. «C'è la facciata del teatro all'Antica da sistemare. Ma i fondi?». Certo, ci sono i soldi dei biglietti (tredici euro per 46.701 fanno circa 600mila euro, ma bisogna togliere i vari costi), ma poi? Non resta che aggrapparsi ai bandi. Ma non sempre va bene, come da recenti polemiche. PRO LOCO. Né è poi facile mettere d'accordo tutti: il 2015 non ha risparmiato polemiche tra Comune e Pro Loco (in particolare sul prezzo del biglietto), e il 2016 potrebbe sancire altre rotture quando il Comune metterà a gara la gestione dei palazzi. «Così prevede la norma europea, stiamo parlando di oltre 600mila euro in tre anni. E io, come amministratore, non posso che cercare di ottenere lo stesso servizio spendendo il meno possibile». BORGO SPOPOLATO. E se poi nei sogni a lungo termine c'è quello di far vivere la città antica in ogni suo angolo, non si può non segnalare che il borgo si spopola e lentamente muore. Dei 4.251 residenti al 31 dicembre 2015, appena 435 abitano entro le mura («anni fa erno 500»); 647 sono a Ponteterra, che cresce grazie alla vicina Casalmaggiore; 640 vivono a Villa Pasquali, 1.081 a Breda Cisoni. In Sabbioneta capoluogo abitano 1.526 persone, ma la zona di espansione è l'ex Farina. Che qualche giovane coppia vada a popolare la città Ideale è cosa più unica che rara: «Dentro la città murata abitano molti anziani, nuove coppie solo se ereditano». E uno dei grandi vincoli al ripopolamento del centro è proprio legato alla proprietà: «Quasi tutte le case all'interno delle mura appartengono a un pugno di famiglie». Dunque, zero vitalità immobiliare e un immobilismo umano e demografico che pesa come un macigno: «È vero, nella stesura del nuovo Pgt i tecnici hanno lanciato l'allarme del rischio di una musealizzazione del centro storico. Ma quali provvedimenti prendere? Ci sono ostacoli che non dipendono da noi: compiere lavori edili nel centro storico è sempre un'impresa, perché per ogni intervento ci vuole l'autorizzazione della Sovrintendenza visto che tutto è protetto dal vincolo paesaggistico. Con il nuovo Pgt pensiamo di rinunciare agli oneri che ci dovrebbe uno dei proprietari di casa se decide di ristrutturare». Sabbioneta riparte da qui.
Gazzetta di Mantova
29 Gennaio 2016
Piccola Atene, piaci sempre di più Ma tra le mura il borgo si spopola
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