CECINA. Una vicenda tormentata, che parte da lontano. E potrebbe riservare l'ennesimo colpo di scena. Sul ristorante-enoteca e la torre di Villa Guerrazzi è in corso un braccio di ferro tra il Comune di Cecina e il gestore del complesso. Il canone d'affitto non è mai stato pagato. Su questo tutti concordano, ma è sul perché che iniziano le scintille. La Ruby Srl sostiene di essersi dovuta accollare una serie di spese non preventivate per poter avviare il ristorante. Soldi, l'importo non è dato sapere, di cui chiede conto al Comune. «È in corso un contenzioso stragiudiziale tra la Società e il Comune afferma il legale della Ruby Srl . Insomma, ci sono posizioni di dare e avere da comporre». L'attuale gestore ha l'obiettivo di trovare un accordo per proseguire nell'attività, che ha in concessione fino al 2021. Diversa la prospettiva dell'amministrazione comunale, che punta ad azzerare il rapporto e a voltare pagina con un nuovo affidamento. Le due opposte visioni nei mesi scorsi hanno portato a una serie di incontri per trovare la quadra della querelle, risparmiando sulle carte bollate. Il ristorante è inserito nel complesso della Cinquantina ed è uno dei tasselli di quel puzzle immaginato ma mai realizzato a pieno: fare di quel complesso una sorta di polo culturale. Ci sono il museo archeologico, quello della civiltà contadina, la scuola di musica, gli spazi per i convegni e quelli per i concerti all'aperto. Nelle stanze di via Landi vige la consegna del silenzio. Nessuna dichiarazione ufficiale sul caso. Ma solo la conferma di una situazione critica e della volontà di arrivare a voltare pagina in tempi rapidi. Il rischio è di piombare di nuovo nella palude in cui precipitò il complesso dopo il flop Publitour sbarcato nel 2008 con la promessa di rilanciare la dimora, ristorante compreso, per poi andarsene nove anni prima della scadenza del contratto, lasciando al Comune un buco di 180.000 euro. L'impresa rosignanese Ruby Srl, riconducibile all'impresario edile Marcello Martino Alonzo, e di cui nel frattempo è divenuta amministratore unico la moglie Dovile Grusauskaite, dall'affidamento, avvenuto a gennaio 2013, non ha mai onorato il pagamento del canone annuale, 16.000,50 euro da versare a settembre. Il Comune già ad ottobre del 2014 ha sollecitato la società con tanto di diffida a mezzo raccomandata. E per tutta risposta in via Landi è arrivata una lettera dell'avvocato del gestore in cui si contesta l'inadempimento contrattuale del Comune e si chiede anche un risarcimento danni. Già la gara del 2012 aveva fatto registrare un passo falso. Due le offerte pervenute al Comune. La Ruby Srl si classificò seconda salvo poi essere ripescata perché l'altra ai successivi controlli dell'ente risultò decaduta