IL REPORTAGE UNA CAFFETTERIA da sogno, sul terrazzo tra le due torri nord e sud che affiancano la facciata juvarriana di Palazzo Madama, con vista mozzafiato sulla città e accesso dai sottotetti seicenteschi. In questi spazi, dalle volte con travi in legno ancora intatte, fatti costruire al tempo di Cristina di Francia, potrebbe essere collocata la lounge. Un sogno per la presidente della Fondazione Torino Musei Patrizia Asproni, che alla vista di quegli ambienti è rimasta folgorata, tanto da immaginare di aprirli in futuro al pubblico, con accesso dalla piazza: non solo ai visitatori del museo dunque, ma pure a cittadini e turisti desiderosi di bere un caffè o prendere un aperitivo. O di renderli magari disponibili per eventi, affittandoli a privati. «I have a dream, quello di realizzare la caffetteria museale più bella al mondo, in uno dei luoghi più significativi della città», aveva confessato Asproni lo scorso autunno. E oggi conferma: «Quel posto coincide con una Torino da sogno, ma anche con un sogno di Torino. Quando l'ho visto sono stata presa da un tuffo al cuore ». Un sogno, ma forse non solo. A vedere quegli spazi si erano recati infatti con lei a novembre il presidente della Compagnia di San Paolo Luca Remmert e il responsabile dei beni culturali di Intesa San Paolo Michele Coppola. E ancora vi si sono soffermati, scattando anche fotografie, i segretari generali di Fondazione Crt e Compagnia di San Paolo Massimo Lapucci e Piero Gastaldo, poi l'assessore regionale alla Cultura Antonella Parigi, tra i visitatori anche il presidente della Consulta Maurizio Cibrario. Oltre a un entusiasta sindaco Fassino, in compagnia del "suo" assessore Maurizio Braccialarghe. Tutti entusiasti, tanto che Asproni ammette di iniziare a crederci veramente: e chissà che da qualcuno degli enti sensibilizzati non possa arrivare un aiuto per la realizzazione del progetto. A quegli spazi si approda dall'ultimo piano del museo, attraversata la Sala Tessuti: si sale da una scala e si approda alla Torre nord, quella dove un tempo era posizionato l'Osservatorio astronomico voluto da Giovanni Plana. Poco sotto è indicato il cosiddetto "punto geodetico", quello da cui originano gli assi cartesiani che forniscono la numerazione della città. Dalla torre si accede al sottotetto, che corrisponde alla copertura della Sala del Senato voluta nel 1637-38 dalla Madama Reale Cristina di Francia. Se ci fossero dubbi, un buco sul terreno, tra quelle capriate, lascia intravedere il pavimento della sala sottostante. Lì si potrebbe di nuovo fare arrivare l'ascensore rivestito in mogano realizzato negli anni Trenta, al tempo della direzione di Vittorio Viale, che si potrebbe ripristinare. Di fronte allo spazio in cui si vorrebbe realizzare la lounge si estende la meravigliosa terrazza che, delimitata da statue e decorazioni in marmo di Chianocco, spazia sulla città. «La "foresta di capriate" del sottotetto è stata restaurata ed è perfettamente calpestabile, immagino una lounge invernale a disposizione anche di chi volesse affittarla per eventi dice Asproni Ho portato tutti quanti a vedere questa meraviglia: ne sono rimasti contenti, Fassino poi si è detto entusiasta ». Tra le particolarità del posto, anche il punto di vista diverso da tutti gli altri esistenti in città. «Mi sono rivolta ai tecnici, mi hanno detto che è un progetto fattibile. Farò fare un'ipotesi progettuale da presentare al consiglio direttivo della Fondazione Torino Musei », continua Asproni. Che immagina: «Vorrei realizzare una caffetteria bella, elegantissima, con un pavimento in legno che ricopra quello in cemento armato rifatto dal genio civile. Insomma, è un sogno ma i sogni si possono realizzare».