QUEL sottile desiderio di sentirsi capitale. Inconfessato, rimosso eppur riemergente. Firenze festeggia il 150 compleanno della Nuova Antologia alla presenza del Capo dello Stato. E con la rivista di "scienze, lettere ed arti" fondata il 31 gennaio 1866, in piena Firenze capitale del Regno, la città celebra anche il proprio desiderio di essere. Non più capitale politica, ma almeno culturale. Certo, neppure per le città è facile realizzare i propri desideri. Mai compleanno però fu più profetico: "Scenari per il XXI secolo" s'intitola del resto il volume speciale di 400 pagine voluto per il compleanno della rivista che affonda le radici nell'Antologia di Gian Pietro Vieusseux, pubblicata a Firenze dal 1821 al 1832, e che nella seconda metà del secolo scorso trova un direttore d'eccezione come Giovanni Spadolini. La cui opera rivive in Cosimo Ceccuti, che dirige l'omonima Fondazione. E in fondo quel sottile desiderio rivive nello stesso progetto di presentare il futuro che ci aspetta. E di farlo con una enciclopedia del domani costruita chiamando i luminari di ogni settore alla festa di compleanno: da Umberto Eco a Tullio De Mauro, da Antonio Paolucci a Tomaso Montanari, da Giovanni Sartori a Michele Ciliberto, da Franco Cardini a Giuseppe De Rita. Una festa inaugurata alla presenza del Capo dello Stato oltretutto. Presenza silenziosa per la verità, visto che il presidente Sergio Mattarella si è tenuto alla larga dai microfoni di Palazzo Vecchio. Ma pur sempre una presenza presidenziale, davanti alla quale hanno svelato i proppri scenari alcuni "enciclopedisti". «Interlucutore dei centri di formazione è lo Stato ma oggi non basta più. C'è un radicale mutamento demofragico nel nostro Paese e l'Europa deve diventare il nuovo interlocutore. Per questo serve una nuova rivoluzione copernicana», dice Ciliberto, direttore dell'Istituto per gli studi sul Rinascimento. «Tra il 1989 e il 2009 abbiamo conosciuto la globalizzazione come crescita illimitata, dove il mercato prendeva il posto della politica. Poi però abbiamo visto gli eccessi della finanziarizzazione. La sfida dei prossimi 15-20 anni è quella dello sviluppo sostenibile e su questo l'Europa può giocare un ruolo, malgrado sia oggi considerata a rischio», dice anche l'economista Alberto Quadrio Curzio. Secondo l'ex premier Giuliano Amato invece «il mondo è in grave deficit culturale e può cadere preda dell'insolubilità dei suoi problemi. Perché la realtà non si può leggere se non la si può discernere. Per fortuna molti italiani, anziché tornare ai beni materiali, si stanno indirizzando verso la cultura: gli studi dicono che si stanno moltiplicando gli abbonamenti ai teatri e ai musei». Cos'è però la cultura oggi? «È amare o rifiutare con fondamento, non il semplice possesso di nozioni», avverte il critico Claudio Magris. Convinto che un odontoiatra può fare cultura come un critico letterario, «dipende da come svolge il suo lavoro». Il fisico Luciano Maiani si richiama all'ex giudice di Mani pulite, Borrelli: «Ricerca, ricerca, ricerca», è il suo credo. E vale per il mondo subatomico come per la caccia «ad altra vita pensante nell'Universo». Un viaggio nel quale, avverte la presidente della Rai Monica Maggioni, «la Tv e la Rai possono avere lo stesso ruolo della Nuova Antologia, ruolo nazionale e di inclusione». Perché in un mondo in cui si moltiplicano le possibilità di contatto, è lo scenario di Maggioni, «abbiamo ancora bisogno di punti di riferimento e luoghi di affidabilità, quindi di servizio pubblico». Sempre tenendo presente però, come dice Giorgio Giovannetti che per la Nuova Antologia ha curato l'edizione del 150mo, «che il miglior modo di celebrare il passato è guardare al futuro ». E il sindaco Dario Nardella, da buon renziano, lo accontenta subito: «Il percorso di riforme istituzionali evocato da Spadolini nel 1987 sta giungendo a pieno compimento».
"Non più nozioni ma amare o rifiutare con discernimento Ecco cos'è cultura oggi"
La Nuova Antologia celebra il 150° compleanno. La rivista, fondata nel 1866, è stata un punto di riferimento per la cultura italiana. Oggi, la città di Firenze celebra il proprio desiderio di essere capitale culturale. Il volume "Scenari per il XXI secolo" presenta prospettive per il futuro. L'Europa deve diventare il nuovo interlocutore, dice Michele Ciliberto. La sfida è lo sviluppo sostenibile, dice Alberto Quadrio Curzio. Giuliano Amato pensa che il mondo sia in grave deficit culturale. La cultura è amare o rifiutare con fondamento, dice Claudio Magris. La ricerca è fondamentale, dice Luciano Maiani.
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