Piantina dei Capitolini in una mano, nell'altra il telefonino in modalità fotocamera, le statue impacchettate per la visita del presidente Rouhani sono l'attrazione del momento. Ventiquattr'ore dopo la gaffe planetaria, turisti e curiosi affollano la sala degli Horti Lamiani, scattano selfie e chiedono lumi, mentre i Caravaggio e i Tintoretto, Rubens e il busto di Medusa se ne restano a guardare, tristi e solitari. «Da stamattina è un continuo», sorride l'anziano custode a presidio del Diadumeno non più velato. «Mi fanno tante domande, non credono che le sculture scandalose siano proprio queste. "Tutto qui?", mi fanno. E io allargo le braccia». Sono offesi e indignati, i guardiani delle vestigia romane. Obbligati alla consegna del silenzio, ordine perentorio partito dall'alto, hanno poca voglia di parlare. «Non sappiamo niente». «Io non c'ero». «Ha fatto tutto la Sovrintendenza». Ma una di loro, chioma fulva sulla cinquantina, proprio non si tiene. «Lunedì pomeriggio ci hanno fatto venire per il solito turno e poi ci hanno rispediti a casa», racconta. «Tutti, tranne cinque, quelli che gli servivano per l'accoglienza. Sono stati estratti a sorte, ma solo tra gli uomini. Ci hanno detto che le donne non sarebbero state gradite. Anche questo abbiamo dovuto sopportare». È arrabbiata, la sorvegliante: «Non si doveva consentire un'umiliazione del genere alla nostra cultura, è stata oltraggiata una tradizione millenaria. Non solo si organizza un evento qui e per una persona sola, ma poi non gli si fanno vedere neanche le opere e si chiude l'intero museo a centinaia di turisti, che arrabbiati sono rimasti fuori». Conferma il custode che si aggira per l'Esedra: «A me lunedì è andata bene, sono stato scartato: turno pagato, senza lavorare». Un uomo. E anche fortunato.
Per celare le nudità sorteggio tra custodi ma solo per i maschi
Il testo descrive la scena a Roma, dove le statue del museo dei Capitolini sono state coperte per la visita del presidente iraniano Rouhani. I turisti e i curiosi si sono riuniti per scattare foto e chiedere spiegazioni, mentre i guardiani del museo sono stati obbligati a mantenere il silenzio. Uno degli guardiani, un anziano, ha raccontato di essere stato estratto a sorte per non partecipare all'accoglienza e di aver dovuto sopportare la situazione. Un'altra guardiana del museo ha espresso la sua indignazione per l'umiliazione della cultura italiana. Il custode del museo ha confermato di aver avuto un turno pagato ma senza lavorare.
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