Arriverà a Firenze il prossimo lunedì, ma ci vorranno almeno due anni e mezzo prima che il Memoriale italiano di Auschwitz apra al pubblico. Non serviranno solo i lavori di restauro, che dureranno pressappoco 12 mesi, servirà soprattutto mettere mani ad un serio adeguamento dell'Ex3 a Gavinana, l'ex centro espositivo individuato per ospitarlo, che oggi in pratica è una scatola vuota: andranno costruiti due piani all'interno della struttura e realizzato un percorso espositivo, costo stimato circa 3 milioni di euro. Soldi che dovrebbero arrivare in parte dalla Regione e il resto da Palazzo Vecchio, mentre delle spese del trasporto dovrebbe farsi carico il Ministero dei beni culturali. Speravano di farcela per la giornata della Memoria di ieri ad averlo in Italia, Palazzo Vecchio e la Regione. Ma non è stato possibile, anche se la buona notizia è che i due tir incaricati del trasporto dell'opera sono in partenza proprio in queste ore dalla Polonia. Non sarà un'operazione semplice però. Tutto da fare ad esempio il lavoro di musealizzazione: un comitato scientifico insieme all'Aned, l'associazione nazionale dei deportati, si insedierà nelle prossime settimane e dovrà decidere quel che sarà del Memoriale ma anche del resto di Ex3, che il sindaco Nardella vuole trasformare in un museo della Memoria: metterci l'archivio storico della Resistenza, la biblioteca Aned? E la gestione? Affidarla a "Muse", l'associazione che già cura i musei comunali? Non è detto, Nardella pensa a una gara. Unica cosa certa la fruibilità: l'idea del sindaco è che il Memoriale sia «gratis per tutti», semmai sul resto della struttura o per eventi e mostre particolari potrebbe aprirsi il tema della bigliettazione a pagamento. Comunque questioni che non diverranno di attualità prima del 2018. Obiettivo inaugurarlo per l'11 agosto del 2018. Se lungo e faticoso è stato il lavoro fatto fin qui per vincere le resistenze per lo spostamento dell'opera dal luogo per cui era stata pensata, altrettanta dedizione dovranno sfoggiare le istituzioni per portare in fondo l'operazione Memoriale, la grande opera d'arte firmata dall'architetto Lodovico Belgiojoso e dal pittore Pupino Samonà, con ambientazione sonora di Luigi Nono e commento letterario di Primo Levi, che fino ai giorni scorsi ha occupato il Blocco 21 nel museo di Auschwitz ma era già chiusa al pubblico dal 2011. Un'occasione di rilancio anche per il vecchio Ex3, meteora della scena artistica fiorentina nel dimenticatoio.