C'è chi a colpi di picconi abbatte statue ed immagini sacre con l'intento di "difendere" la purezza delle proprie radici religiose da qualsiasi "contaminazione" culturale. Ma c'è chi - senza servirsi di pale, picconi e martelli appuntiti - provvede ugualmente ad oscurare opere d'arte di epoche greco-romane nascondendole dietro pannelli improvvisati per evitare di "turbare" la presunta sensibilità di qualche ospite di riguardo. In entrambi i casi, l'obiettivo è analogo, cancellare in pochi attimi secoli di cultura artistico-archeologica sacrificati sull'altare di opportunità politiche, relazioni diplomatiche, rapporti commerciali. Con tanti saluti agli scambi culturali e alle reciproche conoscenze artistiche tra popolazioni vicine e lontane. Esempi in tal senso non mancano. Specialmente sul drammatico fronte di guerra in quelle aree mediorientali dove la furia selvaggia di talebani e militanti del cosiddetto Califfato dell'Is ha distrutto decine di monumenti dedicati a Buddha, danneggiato siti archeologici di epoca greco-romana, abbattuto musei, rei di esporre testimonianze artistiche occidentali, arrivando persino ad ammazzare barbaramente docenti e studiosi di archeologia. Pur senza ricorrere a forme distruttive tanto violente, martedì scorso nei Musei Capitolini, a Roma, abbiamo assistito ad un evento che, per alcuni versi e con le dovute proporzioni, ha riportato alla ribalta la furia oscurantista che alberga nelle frange più radicali dell'estremismo islamico nei confronti della cultura e dell'arte occidentale. Ma questa volta per mano di solerti funzionari capitolini o di burocrati governativi addetti al protocollo. Parliamo della discutibile decisione di coprire le nudità delle statue di epoca greco-romana esposte nella sala scelta per la conferenza stampa del presidente iraniano Hassan Rohani insieme al nostro premier Matteo Renzi. Un provvedimento fatto - hanno tentato di spiegare dal Campidoglio e da Palazzo Chigi - per non "turbare" la sensibilità dell'illustre ospite di fronte ad una decina di statue non completamente rivestite. In realtà, un vero e proprio schiaffo alle nostre radici culturali messo a segno (pare) su pressante richiesta dei funzionari dell'entourage del presidente iraniano che hanno trovato nei colleghi italiani - i collaboratori di Renzi e del commissario prefettizio al Campidoglio Tronca - facile ascolto e supina obbedienza. E così, l'Italia, il Paese che si vanta di detenere la più alta concentrazione artistica del mondo, è stato raccontata per tutta la giornata di martedì - ma le polemiche non sono destinate a finire - come il luogo dove le opere d'arte si possono anche tranquillamente oscurare per motivi di opportunità politica. Nel caso della visita a Roma ed in Vaticano - dove, a titolo di cronaca, non sono stati oscurati Crocifissi e Madonne per non turbare la sensibilità del leader musulmano Rohani - forse sono stati ben altri i motivi per cui sono stati nascosti dietro pannelli di cartongesso la Venere Esquilina e le fanciulle col seno al vento del gruppo scultoreo di Ephedrismos. Motivi più commerciali che religiosi legati a quei 17 miliardi di affari in scambi commerciali che il presidente iraniano si sarebbe impegnato ad intraprendere con l'Italia. Nel suo genere, uno scandalo a danno dei valori della nostra cultura, ma anche una figuraccia per la quale per tutta la giornata di ieri si sono rimbalzate le responsabilità col ministro Franceschini che, cadendo dalle nuvole, parla di «scelta inconcepibile», con la sovrintendenza dei Musei Capitolini che giura di non aver preso nessuna decisione in merito e con Palazzo Chigi che assicura di non essere stato "mai" messo a conoscenza della decisione di occultare le statue incriminate davanti a Rohani. Ma chi, allora, ha preso una decisione tanto ridicola? Cinquecento anni fa accadde la stessa cosa nella Cappella Sistina al momento del disvelamento del Giudizio Universale di Michelangelo, quando Daniele da Volterra fu incaricato su richiesta del papa e della Curia di coprire le nudità dell'affresco con delle braghe. Evidentemente la figuraccia di 500 anni fa a qualcuno non ha insegnato niente. Qualcuno che, però, opera e fa danni nelle stanze del potere a Palazzo Chigi e in Campidoglio.
LA CULTURA E LA RAGIONE DI STATO
Il presidente iraniano Hassan Rohani ha visitato Roma e Vaticano, e durante la conferenza stampa al Campidoglio, le statue di epoca greco-romana esposte nella sala sono state coperte per non "turbare" la sensibilità dell'ospite. La decisione è stata presa dai funzionari dell'entourage di Rohani, che hanno richiesto di coprire le statue. I funzionari italiani hanno trovato facile ascolto e supina obbedienza. Le statue coperte sono la Venere Esquilina e le fanciulle col seno al vento del gruppo scultoreo di Ephedrismos. La decisione è stata criticata come un esempio di oscuramento di opere d'arte per motivi di opportunità politica.
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