Assemblea in Pinacoteca e biblioteca Braidense. Coinvolto il personale del Cenacolo e delle Soprintendenze dopo la decisione di smembrare quella archeologica Brera è in subbuglio. Pinacoteca e biblioteca Braidense a mezzogiorno e mezza oggi potrebbero chiudere i battenti. Così il Cenacolo Vinciano e l'Archivio di Stato. Ma non si può escludere che lavorino a ritmo ridotto anche gli uffici delle Soprintendenze alle Belle Arti e Paesaggio e l'Archeologica. Il personale si riunirà in assemblea. A un anno dalla riforma, il ministro Franceschini ha infatti annunciato nuovi accorpamenti di istituti e il disagio finora taciuto è esploso. Martedì era arrivato l'«interpello» atteso dal marzo scorso, cioè il bando per la mobilità interna attraverso il quale i lavoratori potranno optare se restare in Pinacoteca o traslocare al polo museale o in Soprintendenza. Neppure il tempo di scegliere per custodi, amministrativi, bibliotecari, storici dell'arte, architetti, archeologi, fotografi e restauratori. Ed è arrivata la fase due della riorganizzazione, che «spalma» anche la Soprintendenza Archeologica - una sola per la Lombardia, con sede a Milano , un'isola felice, in quattro sedi, accorpandola alle Soprintendenze alla Belle Arti e Paesaggio. Identico disagio è vissuto alla periferia della regione, a Mantova, dove nelle stesse ore si riunirà in assemblea il personale di Palazzo Ducale, Archivio di Stato e Museo Archeologico. Sono 750 i lavoratori interessati dalla rivoluzione del Mibact in Lombardia. Pochi per un territorio esteso, per la complessità delle istituzioni e di una regione che conta quasi 10 milioni di abitanti. Forse pochi, tenuto conto per esempio dei piani ambiziosi disegnati dai neo direttori dei musei freschi di autonomia. Non è passata una settimana da quando, per esempio, il direttore di Pinacoteca e Braidense James Bradburne ha illustrato, presente il ministro Franceschini, come intende riportare Brera nel cuore dei milanesi. I suoi primi cento giorni sono stati connotati dalla piena collaborazione dei dipendenti, galvanizzati dall'entusiasmo del manager anglo-canadese. Così le organizzazioni sindacali. Ma la corda s'è spezzata. A rompere l'incanto è stata «l'ulteriore giro di vite con un ulteriore intervento normativo calato dall'alto, senza confronto con i lavoratori e con i dirigenti sul territorio spiega Misia Fasano dell'Uilpa Beni Attività Culturali e senza aver prima risolto i molteplici problemi organizzativi a partire dalla carenza di personale in tutta la regione, molto grave, specialmente nei profili specialistici e nelle figure intermedie». La mobilitazione vede unite tutte le sigle sindacali: Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uilpa Lombardia. Tornando a Pinacoteca di Brera più Braidense, l'organico previsto sulla carta è di 179 unità. Degli addetti alla vigilanza è prevista una riduzione dagli attuali 134 a 120, garantendo però gli stessi servizi. Complessa la situazione dei restauratori che oggi lavorano in Pinacoteca ma potrebbero scegliere di traslocare in Soprintendenza. Così gli storici dell'arte. La coperta, in sostanza, è più che corta. «Non diciamo no al cambiamento scrivono le organizzazioni sindacali ma diciamo no al rischio di consegnare il territorio agli interessi degli speculatori. Già oggi, tra grandi opere ed espansione edilizia senza controllo, il consumo di suolo è nel nostro paese di 8 metri quadrati al secondo. Il triplo della media europea. Ed è imperativo non depotenziare quei presidi di base che sono le Soprintendenze».