«Il problema è che, in questo momento, nessuno si prende la responsabilità di firmare capitoli di spesa. E tutto si è fermato». Elena Sorge, funzionario della Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana, descrive una situazione di stallo totale. Anche per l'anfiteatro di Volterra che, invece, avrebbe bisogno di un lavoro continuo e concreto proprio in questa fase. La riforma del ministro Dario Franceschini prevede una Soprintendenza unificata per archeologia, belle arti e paesaggio. Con il cambiamento in atto, le cui caratteristiche sono descritte in un decreto legge, l'archeologia italiana passerà dalle attuali 17 soprintendenze a 41, di cui due speciali di Roma e Pompei. In Toscana, invece di quella unica di Firenze ce ne saranno quattro. Estremamente contrari i sindacati che parlano di «scelta sbagliata» e di «rischio per le soprintendenze che l'accorpamento sia come una mannaia sulle loro già esigue capacità operative, disarticolando e disperdendo le professionalità di tanti funzionari e tecnici». Domani, intanto, ci sarà un sit-in degli archeologi italiani davanti al ministero a Roma.