Oggi a Roma un convegno sui restauri che consentono l'apertura di nuovi percorsi È un Palatino finora rimasto segreto quello che un grande progetto della Soprintendenza speciale per il Colosseo si prepara a svelare. E il suo cuore è nelle sostruzioni, le strutture di fondazione, della Domus Tiberiana, chiusa al pubblico dal 1979 a causa degli smottamenti dovuti a problemi idrogeologici. Uno scivolamento del colle verso valle che la Soprintendenza negli ultimi anni è riuscita a fermare, rendendo così possibile restaurare e aprire in futuro al pubblico aree del complesso chiuse da oltre vent'anni. Tutto questo, attraverso una serie di percorsi su quattro livelli che consentiranno ai visitatori di penetrare nel colle e di scoprirne i tesori ancora nascosti. A far luce sulle ultime scoperte sarà da oggi a venerdì il convegno internazionale «Il Palatino tra Tiberio e Massenzio: nuove acquisizioni e prospettive della ricerca » organizzato all'École française di Roma. Ma negli uffici di Palazzo Massimo, intanto, è già pronto un progetto preliminare da 8,5 milioni di euro per lo sviluppo del complesso archeologico, suddiviso in 15 porzioni, che potrebbe essere realizzato in un triennio, con aperture progressive in itinere. Quest'anno, infatti, il bilancio provvisorio della Soprintendenza guidata da Francesco Prosperetti ha destinato all'area archeologica centrale finanziamenti ingenti: 7,3 milioni di euro per il 2016, di cui oltre 5 destinati al Palatino. E una parte di questi fondi andrà a finanziare i primi step del progetto firmato dall'architetta Maria Grazia Filetici e dall'archeologa Mirella Serlorenzi. A cominciare proprio dal controllo delle volte e dalla ricostruzione degli archi crollati del Clivo della Vittoria, la via tecta (e cioè coperta) che consentirà di collegare la Rampa imperiale di Domiziano (aperta al pubblico lo scorso ottobre) alle Uccelliere Farnesiane. I lavori spiega Filetici «costeranno un milione di euro, partiranno fra un paio di mesi e dureranno circa un anno». Ma non saranno che la prima pietra di un percorso affascinante che, con l'avanzare dei restauri, permetterà ai visitatori di entrare nelle sostruzioni della Domus Tiberiana, di percorrere il Ponte di Caligola con i suoi preziosissimi affreschi e i pavimenti a mosaico per poi arrivare, attraverso il Terrazzo dei cipressi (la parte superiore del Bastione Farnesiano), fino a una delle scoperte più suggestive degli ultimi anni: quella di un isolato repubblicano, risalente probabilmente al I secolo avanti Cristo, rimasto incastonato nelle sostruzioni della domus. Un isolato composto da ricchi ambienti residenziali decorati (tre oggi rimasti in superficie e uno scavato nel tufo) caratterizzati da raffinate pitture di terzo stile, raffiguranti uccelli, maschere e fiere. Splendidi affreschi riapparsi da poco, perché nascosti prima da una scialbatura chiara, che i restauratori e gli archeologi tenteranno ora di ricomporre, come se si trattasse di un puzzle. E di riposizionare, ricostruendo parte della volta crollata. Mentre il resto della copertura spiega Filetici «sarà realizzato rispettando comunque la geometria antica delle volte». «Chi camminerà fra le strutture imperiali prosegue l'architetta potrà così godere anche di uno scorcio del passato repubblicano, come se si trattasse di una passeggiata nel tempo». Sul versante del Velabro, invece, dovrebbe nascere in futuro un nuovo ingresso all'area archeologica, in corrispondenza con l'Arco di Giano (inserito fra le nomination del 2016 del World Monuments Fund, l'associazione internazionale di mecenati che ha già contribuito, ad esempio, ai restauri dei templi di Ercole Vincitore e di Portuno al Foro Boario). Mentre sul versante opposto del colle, dove i terrazzamenti si affacciano sul Foro Romano e ne disegnano la scenografica quinta, «si potrebbero usare gli antichi ambienti di servizio di età adrianea, alti circa 15 metri e più volte restaurati in passato, per ospitare ipotizza Filetici mostre e esposizioni».
ROMA - Pitture e mosaici ecco i segreti custoditi dal Palatino
A Roma, un convegno internazionale si svolge su restauri che consentono l'apertura di nuovi percorsi nel Colosseo. Il progetto, finanziato con 8,5 milioni di euro, prevede la realizzazione di 15 porzioni, con aperture progressive in itinere. Il progetto si concentra sul Palatino, dove si prepara a svelare un grande progetto di restaurazione della Domus Tiberiana, chiusa al pubblico dal 1979. Il progetto prevede la ricostruzione degli archi crollati del Clivo della Vittoria e la scoperta di un isolato repubblicano, risalente al I secolo avanti Cristo, che sarà restaurato e aperto al pubblico.
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