ROMA. «E ora chi ce la fa a parlare?». Emozionata, sorridente, con la verve toscana che sdrammatizza e gioisce insieme, Elena Becheri, assessora alla Cultura del Comune di Pistoia si è presentata così ieri, al tavolo del Salone del Consiglio Nazionale del Mibact, per ricevere il riconoscimento al quale tanto hanno lavorato: capitale italiana della cultura per il 2017. «Siamo gli outsider della Toscana ha detto nascosti e spesso oscurati dalle importanti bellezze della nostra regione. Ma adesso potremo finalmente farci conoscere al mondo». Un milione di euro e un compito lungo un anno per la città premiata perché, come si legge nelle motivazioni espresse dalla commissione esaminatrice, «il progetto, per qualità e completezza, sa interpretare pienamente le risorse esistenti, proiettandole in uno scenario anche internazionale di avanzato sviluppo del patrimonio culturale e della partecipazione associativa». Esclusa quindi Pisa, l'altra toscana in corsa che ci provava per il secondo anno con Aquileia, Como, Ercolano, Parma, Spoleto, Taranto e Terni. Sorpresi i Pistoiesi, sorpresi gli sconfitti. E pure il ministro Franceschini: «Una bella vittoria, un po' a sorpresa, perché le favorite sembravano altre. Ma la commissione ha lavorato in modo approfondito e trasparente, senza pressione e ha scelto Pistoia che avrà un anno intero, nel 2017, per giocarsi questo titolo». Tra i criteri di selezione, ha spiegato il presidente della commissione esaminatrice Marco Cammelli, «la chiarezza dell'esposizione, la qualità del progetto e la sostenibilità economica». Elemento, quest'ultimo, che Pistoia avrebbe garantito comunque: «Avremmo impegnato quelle ricorse lo stesso commenta il sindaco Samuele Bertinelli così potremo invece arricchire la nostra offerta culturale». Bertinelli, impegnato in consiglio comunale, ha saputo la notizia per telefono: «Orgoglio e soddisfazione per il lavoro svolto, lungo, duro, impegnativo e coronato nel migliore dei modi», ha detto. «Non lo escludevo, perché credevo nel nostro progetto, ma non lo aspettavo nemmeno. Sapevamo di aver avanzato una proposta solida e che la commissione l'avrebbe giudicata seriamente aggiunge ma c'è stato un effetto sorpresa che ci ha resi felicissimi». Al centro del progetto pistoiese non un tema come per Pisa, che aveva puntato sulla navigazione ma un insieme di attività già svolte e di interventi strutturali. Il clou è la grande mostra dedicata a Marino Marini, con la Fondazione Guggenheim; poi c'è la valorizzazione del gesuita pistoiese Ippolito Desideri e il rilancio del teatro. Poi il festival di antropologia «Dialoghi sull'uomo», la rassegna sulle trasformazioni urbane «Leggere la Città» e il Pistoia Blues Festival. Tra gli interventi strutturali invece, ecco il progetto di recupero del vecchio ospedale del Ceppo, delle mura urbane, e lo sviluppo dello storico Palazzo Fabroni. «Per noi il sapere e la cultura sono diritti di cittadinanza», dice ancora Bertinelli. «A Pistoia per le politiche culturali investiamo in maniera ordinaria più del doppio della media nazionale, ovvero più del 5,2 del bilancio». E condivide infine questa vittoria con il resto della Toscana: «Saremo la porta della regione dice e mi preme ringraziare il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, che ha telefonato dopo la notizia per congratularsi con me e con la città». Grande soddisfazione dal presidente della Regione Enrico Rossi: «La decisione, per quanto inaspettata dai più, va a premiare un progetto convincente e condiviso di valorizzazione del patrimonio culturale locale», ha detto. «La Regione è pronta a collaborare con gli amministratori pistoiesi e a fare la sua parte per la miglior riuscita del disegno complessivo che sta alla base del successo pistoiese». E il consigliere regionale pistoiese del Pd, Massimo Baldi: «Una grande opportunità, dopo anni di proposta culturale un po' pallida, il 2017 può aprire una stazione nuova e promettente». «Un riconoscimento che premia tutte le città partecipanti ha detto la sottosegretario ai beni culturali Ilaria Borletti Buitoni che compiono uno sforzo notevole di riflessione e di progettazione. Pistoia ha saputo unire le componenti della città».