Non fermarsi SEGUE DALLA PRIMA Così come non c'è assolutamente da dubitare dell'imparzialità della giuria presieduta dal professor Marco Cammelli, rinomato giurista. Ma è impossibile non provare rammarico per la scommessa perduta da Ercolano. Il sindaco Ciro Buonajuto non aveva nascosto le speranze fino a pochissime ore prima della proclamazione a Roma, nel salone del ministero per i Beni e le attività culturali: «Per Ercolano diventare capitale non sarebbe un punto d'arrivo, ma uno straordinario trampolino di lancio per le attività che metteremo in campo per lo sviluppo culturale, sociale ed economico della città». Auguri alla città di Pistoia, Capitale italiana della cultura per il 2017. Sicuramente realizzerà un eccellente progetto. Il progetto del sindaco, perseguito con molta tenacia, prevedeva una valorizzazione del territorio, del patrimonio archeologico, del mercato di abiti usati, delle strade del centro storico. La candidatura, fino a ieri, aveva rimesso in moto molte energie e molte speranze in un territorio difficilissimo e afflitto da un alto tasso di criminalità. Ercolano Capitale della cultura italiana 2017 sarebbe stato un segnale esplicito e concreto (ben al di là di tante parole e di mille ufficialità) per il possibile riscatto di uno straordinario pezzo di Sud tanto bello e affascinante, carico di storia e di cultura, quanto avvilito dal malaffare e dalla disoccupazione giovanile. Invece la giuria ha scelto diversamente, continuando a insistere sull'asse del centro-nord (le capitali della cultura 2015, 2016 e 2017 sono rispettivamente Ravenna, Mantova e Pistoia). Certo, in prospettiva c'è Matera capitale europea nel 2019, e si spera diventi un volano per l'intero centro-sud. Ma varare Ercolano 2017 sarebbe stata una scelta coraggiosa ed eloquente. Si legge sul sito della candidatura: «Ercolano Capitale è una storia di riscatto e di riscoperta, dalla natura più antica e fertile che dona da millenni alla sua gente i frutti migliori, al passato che trasuda dalla pietra lavica mescolata col tufo e che parla a ogni piè di un passato glorioso, contadino e nobile. Ercolano tappa del Grand Tour, luogo in cui è nata l'archeologia moderna, ritorna così alle origini, all'emozione della scoperta, del passato che torna continuamente alla luce, per tornare a meravigliare il visitatore». Tutto questo ora va riproposto per il 2018, sperando che stavolta gli sforzi vengano premiati. Un solo dato positivo. La vicinanza politica del sindaco Buonajuto a Renzi non è stata una scorciatoia, anzi. Almeno da questo punto di vista, la proclamazione di ieri è stata da Paese Normale.