Il sindaco Buonajuto: «Ci siamo rimasti male, noi abbiamo organizzato eventi senza spendere un euro» ROMA. Sono arrivati in trenta, guidati, naturalmente dal sindaco Ciro Buonajuto. Assessori, consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione uniti per una volta dall'obiettivo comune di conquistare il titolo di capitale italiana della Cultura per il 2017. Il treno del 2016 è stato perso nello scorso ottobre: fu Mantova a prevalere tra le dieci candidate esaminate dalla commissione presieduta da Mario Camelli. Anche stavolta la beffa arriva dal Nord. Nel salone del Ministero dei Beni culturali, il titolare del dicastero Dario Franceschini apre la busta e annuncia che l'anno prossimo la capitale italiana della cultura sarà Pistoia. Ecco la motivazione. «La candidatura risulta decisamente ben sostenuta nei suoi diversi elementi, area urbana centrale, relazione territorio circostante...». Già a questo punto, considerate le condizioni di contesto che penalizzano la città vesuviana, il sogno sembra svanire. Franceschini continua a leggere: «...Ampiezza dei settori, gestione sistema bibliotecario, budget importante ma realistico, partenariato di sistema e internazionale. Il progetto, per qualità e completezza sa interpretare pienamente le risorse esistenti, proiettano in un nuovo scenario anche internazionale di avanzato sviluppo del patrimonio culturale e della partecipazione associativa». Niente da fare. Il clima nella delegazione ercolanese era di grande speranza. Solo la comprensibile scaramanzia consigliava di parlare d'altro. Buonajuto si è soffermato a raccontare la disparità di potenzialità economiche tra le città candidate. «Ho appena finito di parlare col mio collega di Mantova, Mattia Palazzi, che mi ha chiesto quale fosse la nostra disponibilità di bilancio per l'anno in corso. Gli ho risposto che al mio arrivo in Comune (la scorsa primavera, ndr ) ho trovato in cassa 400 euro e che ora ne abbiamo 4-5 mila». Ha indicato l'assessore alla Cultura, Ivana Di Stasio. «Ecco, a Natale è riuscita a mettere su a costo zero 40 eventi e 7 mostre. A Mantova per la cultura il Comune spende un milione di euro, 400 mila per rimborsare iniziative esterne e 600 mila per la propria programmazione». Per Giuseppe De Mita il mancato riconoscimento «deve spingere Ercolano a lavorare ancora di più per la cultura e il riscatto sociale come sta facendo». Quando avviene la proclamazione di Pistoia solo un leggero brusio si alza dal settore della sala occupata dagli ercolanesi (naturalmente si tratta della delegazione di gran lunga più folta). Il presidente della commissione cultura del Comune Luigi Luciani non usa giri di parole. «Pistoia proprio no. Ma l'avete mai vista Pistoia? Avrei capito Como». Un altro commento improntato allo sconforto raccolto tra il pubblico vesuviano. «Se tra i criteri utilizzati c'è anche quello delle relazioni con il territorio circostanze è chiaro che difficilmente potrà prevalere una città del Sud». Tocca a Buonajuto mettere la sordina alla delusione. «Certo commenta a caldo il primo cittadino renziano ci siamo rimasti tutti un po' male. C'era tanto entusiasmo e quindi anche molta attesa. Sono comunque soddisfatto, riuscire a coinvolgere un'intera comunità intorno a un valore come quello della cultura sembrava una sfida impossibile. Eppure ci siamo riusciti, siamo riusciti a investire lì dove tutti gli altri hanno avuto paura, cioè nella cultura. È un investimento ambizioso che non si ferma qui. Il nostro progetto sarà realizzato comunque nonostante le poche risorse disponibili». In effetti il milione di euro del premio assegnato alla capitale avrebbe fatto comodo. «Ma noi aggiunge il primo cittadino metteremo a frutto le nostre idee. Ci rimboccheremo le maniche. Noi non siamo quella classe dirigente del Mezzogiorno che piange. Davanti a un problema non accampiamo una scusa, ma proponiamo una soluzione. Noi vogliamo che attorno alla cultura si crei un volano di sviluppo non solo per Ercolano, ma per l'intera ragione Campania». Lo sguardo è comunque rivolto al futuro. «Evidentemente avremmo potuto fare di più, ci riproveremo con più entusiasmo. Da domani cercherò di convincere tutti i giovani di Ercolano che intorno alla cultura si può realizzare un sogno». Mentre Buonajuto finisce di parlare, davanti alle telecamere arriva il giovane assessore di Pistoia, una ragazza poco più che trentenne. Sostituisce il sindaco che forse non sperava nel «miracolo».
Ercolano, delusione bis: battuta da Pistoia
Il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, ha espresso delusione per la decisione del Ministero dei Beni culturali di assegnare il titolo di capitale italiana della cultura al 2017 a Pistoia. Buonajuto ha affermato che la città vesuviana aveva presentato una candidatura ben sostenuta e che il progetto di cultura era stato realizzato con entusiasmo e impegno. Ha anche criticato la disparità di potenzialità economiche tra le città candidate e ha affermato che Ercolano avrebbe potuto fare di più con le risorse disponibili. Il sindaco ha anche promesso di continuare a lavorare per la cultura e il riscatto sociale della città.
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