È Pistoia la capitale della cultura per il 2017. Ercolano resta a bocca asciutta. È la seconda delusione in poco tempo per la città vesuviana che aveva già fallito l'obiettivo di capitale europea degli eventi culturali. Deluso ma non rassegnato il sindaco Buonajuto. NAPOLI. «Mi spiace. Posso capire Mantova, ma Pistoia proprio no. Forse ha il merito di essere in Toscana e abbiamo un capo del governo toscano?». All'ex soprintendente Nicola Spinosa non manca la chiarezza. Per la seconda volta, Ercolano è stata bocciata: non sarà capitale della Cultura neanche per il 2017. Secondo lei, qual è il motivo? «A parte l'ironia geografica, il problema è come al solito il contesto. Ercolano dal punto di vista del patrimonio e dello stato di conservazione è anche più importante rispetto a Pompei: è una città di patrizi, non di commercianti. Gli oggetti e le ville e i papiri indicavano che era un luogo di villeggiatura di una ricca borghesia e della nobiltà». E Pistoia? «Stupefacente, lo dico con ironia. Davvero non capisco la scelta. Capisco, invece, che al Sud ci sono due problemi». Il contesto e poi? «Un problema di classe dirigente, di poca forza politica della nostra regione e del comune di Ercolano». Il giovane sindaco Buonajuto è renzianissimo. «Ma non ha inciso, purtroppo. E, capiamoci, quando parlo di mancanza di classe dirigente non mi riferisco a un solo sindaco che può molto poco. Dobbiamo uscire da un circolo vizioso. Detto che pure avendo la cosa più rara del mondo se il contesto è degradato non serve e detto anche che manca una classe dirigente all'altezza mancano anche le politiche nazionali». Cioé? «Se continuiamo a tralasciare alcune zone del Mezzogiorno da Ercolano alla piana di Sibari, a Reggio Calabria, se il governo continua a penalizzare questi luoghi per il contesto e le carenze politiche non li salveremo mai questi posti. Questa è la responsabilità di un governo come quello di Renzi: è inutile far continuare a vincere chi ha già un'immagine forte come Mantova. Ercolano ne ha e ne aveva sicuramente più bisogno. Su Pistoia continuo a essere perplesso, non capisco proprio». La soprintendenza di Ercolano, però, è appena diventata autonoma. Un segnale o no? «Il problema riguarda Ercolano, ma anche Capodimonte: l'autonomia è una bella parola ma deve essere riempita di contenuti. Manca il personale di ogni livello, le risorse non ci sono. Se questi problemi a Milano o a Firenze vengono risolti grazie a un turismo massiccio e continuo, qui è più difficile. Non ci sono enti che funzionano a vantaggio del territorio, non ci sono i privati che intervengono, è una riforma che andava fatta ma prima di tutto rinsanguando e sburocratizzando. Insomma così non è altro che una riforma strozzata».
Pistoia capitale della cultura. Spinosa: Stupito dalla decisione, vincono sempre le aree più forti
Pistoia è stata scelta come capitale della cultura per il 2017, mentre Ercolano, città vesuviana, non ha ottenuto il riconoscimento. Il sindaco di Ercolano, Buonajuto, è deluso ma non rassegnato. Secondo lui, il problema è il contesto economico e politico del Mezzogiorno, in cui la città è situata. Ercolano è una città di patrizi e nobiltà, con un patrimonio culturale importante, ma il suo stato di conservazione è degradato. Il giovane sindaco Buonajuto è critico con il governo Renzi, che ha penalizzato le zone del Mezzogiorno. La soprintendenza di Ercolano è appena diventata autonoma, ma mancano risorse e personale.
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