Nel salone del Consiglio nazionale del Mibact, a Roma, il ministro Dario Franceschini ha letto il verdetto e ha proclamato il nome della città vincitrice. Mantova si era già aggiudicata, lo scorso mese di ottobre, il titolo di "Capitale italiana della Cultura 2016" AQUILEIA. Niente da fare. Sfuma il sogno di Aquileia e dell'intera regione. La "Capitale italiana della Cultura 2017" è Pistoia. Lunedì, nel salone del Consiglio nazionale del Ministero dei Beni Culturali (Mibact), a Roma, al termine dei lavori della giuria di selezione, il ministro Dario Franceschini ha proclamato il nome della città vincitrice. Pistoia, cui andrà un milione di euro per la realizzazione del progetto presentato in fase di candidatura e l'esclusione delle risorse investite dal vincolo del Patto di stabilità, batte la città romana. Le nove finaliste, su ventiquattro città italiane che avevano presentato la propria candidatura, erano Aquileia, Como, Ercolano, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni. La decima finalista, Mantova, si era già aggiudicata, lo scorso mese di ottobre, il titolo di "Capitale italiana della Cultura 2016". Alla cerimonia, a Roma, hanno partecipato il sindaco, Gabriele Spanghero, l'assessore comunale alla Cultura Luisa Contin, il presidente della Fondazione Aquileia, Antonio Zanardi Landi e il direttore Cristiano Tiussi. «Siamo chiaramente rammaricati per non aver centrato l'obiettivo commenta il primo cittadino di Aquileia . Ad ogni modo abbiamo fatto qualcosa che non era mai stato proposto prima». Il sindaco è convinto che la candidatura abbia fatto bene al territorio. «Essere riusciti a far sedere allo stesso tavolo enti, istituzioni e associazioni che lavorano ad Aquileia le sue parole non è poca cosa. È stata un'occasione di crescita per tutti. Cercheremo di far tesoro di questa collaborazione, che ci ha consentito di accorciare le distanze. Chiaramente le dimensioni di Aquileia, in termini di abitanti, hanno sicuramente influito. Consulteremo le motivazioni della proclamazione, con tutte le considerazioni presenti nei verbali della commissione, e questo al fine di acquisire maggior consapevolezza rispetto al lavoro svolto e anche in una prospettiva futura. Pubblicheremo il dossier così da aumentare le possibilità di conoscenza e partecipazione dei cittadini alle progettualità presentate che, nei limiti del possibile, si cercherà di realizzare». Il dossier di candidatura è stato presentato dal Comune, con il coordinamento della Fondazione, che si è occupata della stesura coinvolgendo diverse realtà locali. Il presidente della Fondazione Aquileia, Antonio Zanardi Landi ricorda: «L'idea centrale del dossier era e rimane quella di portare in Europa e in un mondo scosso da tante crisi, l'idea di convivenza e dialogo, che hanno caratterizzato la storia di Aquileia. Perseguiremo questo obiettivo con i progetti già allo studio, anche perché Aquileia merita di poter riaffermare il proprio ruolo di polo internazionale e riferimento culturale per l'archeologia. Siamo convinti che la ricchezza e varietà del patrimonio aquileiese, che abbraccia ambiti, aspetti e situazioni talora singolari e prestigiosi, non debba essere prerogativa di pochi ma svolgere la funzione educativa e di aricchimento che i beni culturali, intesi nella loro generalità, sono chiamati costituzionalmente ad assumere». Il vicepresidente della Provincia di Udine, Franco Mattiussi, sottolinea che anche chi non ha vinto ha partecipato all'avvio di un nuovo metodo di confronto per poter sviluppare un percorso finalizzato alla valorizzazione dei siti culturali. «Continueremo a lavorare per non disperdere quanto fatto fino ad oggi. Nelle prossime edizioni faremo tesoro di quello che abbiamo appreso e delle modalità attuate. Spero si continui a lavorare uniti. Essere riusciti a entrare nella short list delle prime dieci candidate è comunque un buon risultato, soprattutto se teniamo conto delle altre candidature».