La città toscana designata dal Ministero. In città convivono l'arte contemporanea, la musica, la storia e le riflessioni antropologiche Il Blues e l'antropologia, il centro storico medievale e le trasformazioni urbane. L'arte contemporanea e le tradizioni. Pistoia, la nuova Capitale italiana della Cultura 2017, è una citta dalle tante anime. Quelle legate al passato, come la Giostra dell'Orso del 25 luglio, una rievocazione medievale che si svolge in concomitanza con i festeggiamenti del santo patrono San Jacopo. E quella musicale, quando nei mesi estivi il Festival Pisoia Blues porta in città tanti appassionati e artisti internazionali: qui sul palco nel corso degli anni si sono dati il cambio musicisti come Damien Rice, Lanny Kravitz, David Bowie, Lou Reed solo per citarne alcuni. Cultura in musica, ma anche ricchezza artistica e storica nella città toscana scelta dalla commissione e annunciata al Mibact dal Ministro Dario Franceschini. Per scoprire la nuova Capitale italiana della cultura, che ha battuto città come Pisa e Ercolano, la partenza obbligata è dalla piazza del Duomo dove sorgono edifici di notevole importanza artistica. A partire dalla Cattedrale di San Zeno, con facciata in stile romanico e il famoso altare argenteo di San Jacopo. E poi il Campanile, costruito su un'antica torre longombarda e il Battistero, sempre nella piazza. Risale al trecento, è in stile gotico con marmi bianco-verdi di Prato. Tappa obbligatoria anche la Sala, proprio nelle vicinanze della piazza del Duomo. Qui si svolge da secoli il mercato degli ortaggi e al centro sorge il pozzo detto "del Leoncino". Cioè che è nascosto, ma ben visibile, è invece Pistoia sotterranea, un labirinto nella storia con 650 metri di percorso che racconta l'espansione storica della città con visita all'Anfiteatro anatomico più piccolo del mondo. Però Pistoia non è solo opere d'arte, ma riflessione, incontri, vita culturale. Dal 2011 ospita anche i Dialoghi sull'uomo, Festival di antropologia e sociologia del contemporaneo con incontri, spettacoli, conversazioni e reading dove sociologi, antropologi, filosofi, scienziati italiani e stranieri offrono nuovi sguardi e riflessioni sulle società umane. Particolare attenzione anche all'arte contemporanea con il Museo Marino Marini. "Credo che alla base della vittoria di Pistoia - ha commentato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi - ci siano progetti come quello del recupero e della valorizzazione anche a scopi culturali dell'antico complesso dell'ex ospedale del Ceppo, un disegno che vede la Regione come partner. Ne escono confermate anche la vocazione di Pistoia come città dai molti musei, dalle importanti biblioteche e dai numerosi appuntamenti culturali. La scelta convincente e vincente ritengo sia stata quella di proporre un percorso capace di rendere duraturi e fruibili i servizi sui quali si interviene, nel segno di una cultura diffusa e a tutto tondo".