Il sindaco: "Il titolo di capitale trampolino di lancio per lo sviluppo economico della città" LA città degli Scavi si prepara alla sfida finale. In via del Collegio romano è tutto pronto: questo pomeriggio alle 17, nel salone del consiglio nazionale del ministero dei Beni culturali, si assegna il titolo di capitale italiana della cultura per il 2017. Nove comuni in lizza, tra cui Ercolano che cerca il riscatto dopo la delusione di ottobre, quando il titolo di capitale europea andò a Mantova. Alle pendici del Vesuvio si punta al titolo che garantirebbe un milione di euro, l'esclusione dal vincolo del patto di stabilità per le risorse investite nel progetto, ma soprattutto uno straordinario volano pubblicitario e turistico. «Vincere - spiega il sindaco Ciro Buonajuto - non sarebbe un punto d'arrivo, ma di partenza, un trampolino di lancio per le attività che verrebbero messe in campo per lo sviluppo culturale, sociale ed economico della città». Le altre finaliste sono Aquileia, Como, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni. La giuria di selezione è presieduta dal docente universitario e giurista Marco Cammelli. La decisione sarà comunicata al ministro Dario Franceschini, che incontrerà i sindaci delle nove città finaliste per metterli al corrente della scelta. Buonajuto sarà a Roma assieme al presidente del consiglio comunale e una delegazione di consiglieri. La parola d'ordine è «profilo basso». Ma l'attesa è grande perché un risultato positivo consentirebbe alla città, alle prese con un tasso di disoccupazione giovanile del sessanta per cento, di guardare al futuro con maggiore ottimismo. È diverso anche il clima rispetto ad ottobre, quando la partita per il titolo di capitale europea, spiega il sindaco, «era stata importante soprattutto perché ci aveva dato la possibilità di coinvolgere la comunità e creare entusiasmo attorno a una sfida culturale». Adesso invece si punta all'obiettivo. Ne è convinto anche il sindaco, che sottolinea: «Il titolo di capitale ci aiuterebbe a trasmettere ai cittadini la consapevolezza che la cultura è fondamentale per lo sviluppo di un territorio». Il progetto della città punta alla valorizzazione, in chiave turistica e culturale, non solo del grande patrimonio archeologico, ma anche del caratteristico mercato degli abiti usati e delle strade del centro storico.« Se riusciremo a cambiare la città come accaduto a Matera - conclude Buonajuto dimostreremo a tanti ragazzi che investire in cultura significa investire nel proprio futuro».