Una colonna a rischio crollo è stata circondata con tubi innocenti dagli operai della Soprintendenza che hanno delimitato con transenne tutta la strada. Interdetto l'ingresso di Porta Marina con i turisti che sono stati dirottati verso il varco di piazza Esedra. A pochi chilometri Ercolano spera nella designazione a Capitale della cultura 2017. Domani a Roma la decisione. Il sindaco Buonajuto: «Spieghiamo ai giovani che sarebbe un'occasione». Napoli. La colonna stava per crollare, è stata circondata immediatamente con tubi innocenti dagli operai della Soprintendenza che per ragioni di sicurezza hanno delimitato con transenne tutta la strada. Interdetto l'ingresso di Porta Marina con i turisti che sono stati dirottati verso il varco di piazza Esedra. Ieri gli Scavi archeologici di Pompei hanno evitato solo per un soffio l'ennesimo brutto incidente che avrebbe avuto ripercussioni internazionali. A provocare l'allarme (pienamente giustificato) il distacco di una porzione in pietra lavica dalla base di una colonna del portico di ingresso di una domus. Chiusa anche la visita alla Casa di Romolo e Remo perché adiacente all'area di intervento. Nella Pompei del Grande progetto, dei 105 milioni finanziati dalla Ue per gli interventi straordinari di restauro si stava rischiando un altro crollo. Pochi giorni dopo la visita, il 24 dicembre, del premier Matteo Renzi che aveva tagliato nastri e convocato tv e giornalisti per annunciare la riapertura di sei domus restaurate. «Pompei è la dimostrazione - aveva detto nell'occasione - che l'Italia è in grado di dire basta alle incompiute, alle opere lasciate a metà». E poi: «Quanto avvenuto a Pompei nell'ultimo anno e mezzo dimostra che quando in Italia sappiamo lavorare come una squadra vinciamo anche le sfide più difficili. Abbiamo un patrimonio di bellezza immenso e se smettiamo di piangerci addosso possiamo tornare il Paese che tutto il mondo si aspetta». Ieri la colonna «ballerina» stava per mettere in discussione tutto questo. Perché? I soldi ci sono, i progetti pure. «Ma ciò che manca è la manutenzione ordinaria», spiegano i custodi che ormai sono ridotti a meno di 140, ed entro la fine del 2016 altri di loro andranno in pensione. L'età media è quasi di sessant'anni e per ogni turno sono poco più di venti a garantire la sorveglianza alla città antica che si estende per oltre 66 ettari. «Ed è esattamente quello che succede per gli operai - spiegano - mancano falegnami, muratori, piastrellisti. Insomma artigiani. E' arrivato personale occasionale e abbiamo super tecnici e super studiosi che ti sanno dire quando e come è successa una cosa avanti Cristo e nessuno che rimette al suo posto una mattonella nel caso dovesse staccarsi». Sul posto sono ovviamente arrivati i carabinieri, atto dovuto, ma c'è poco da indagare. La grossa porzione di colonna si è distaccata per «cause naturali». Ma non si sa quando. Non sono stati trovati frammenti tanto grandi. Forse l'erosione ha operato un po' alla volta, e la scoperta è stata fatta solo ieri. Amareggiato il soprintendente Massimo Osanna, ma verso il mondo dell'informazione. «Con stupore - ha scritto in una nota - ho assistito al rincorrersi sul web di notizie su un nuovo crollo a Pompei. Ancora una volta si deve constatare come le notizie su Pompei vengano distorte e amplificate. L'episodio di questa mattina come chiaramente illustrato dalle immagini non riguarda in alcun modo un crollo, la colonna è in piedi, al suo posto ed è stata prontamente puntellata e messa in sicurezza. I lavori di messa in sicurezza hanno reso necessario chiudere temporaneamente l'accesso di Porta Marina che verrà riaperta oggi».
Pompei, torna il rischio crolli. Chiuse una via e una domus
A Pompei, una colonna del portico di ingresso di una domus stava per crollare. Gli operai della Soprintendenza hanno circondata la colonna con tubi innocenti e hanno delimitato la strada con transenne per garantire la sicurezza. L'ingresso di Porta Marina è stato chiuso e i turisti sono stati dirottati verso il varco di piazza Esedra. La colonna è stata prontamente puntellata e messa in sicurezza. I custodi della città antica hanno spiegato che la mancanza di manutenzione ordinaria e di personale è un problema grave. La città è stata chiusa per la visita della colonna, ma è stata riaperta per la visita dei turisti.
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