«Serve un modo per viverle con sostenibilità e secondo le loro caratteristiche storiche» Dopo il primo via libera decisivo alla candidatura delle Mura di Città Alta a patrimonio dell'Unesco è già tempo di rimboccarsi le maniche. E capire cosa fare o modificare per salvaguardare il simbolo della città. Secondo Italia Nostra Bergamo ora è necessario tenere due parole d'ordine ben presenti: «Tutela e sostenibilità», per poter vivere gli spazi in modo compatibile con le loro caratteristiche storiche. Dopo il via libera decisivo alla candidatura delle Mura di Città Alta a patrimonio dell'Unesco è già tempo di rimboccarsi le maniche. E capire cosa fare o modificare per salvaguardare il simbolo della città. Perché se è vero che la bellezza delle Mura è innegabile (basta alzare lo sguardo per rendersene conto) è altrettanto vero che, da sola, la bellezza non basta a preservare un patrimonio che potrebbe presto ricevere il «sigillo» dell'Unesco. Durante l'anno, le fortificazioni veneziane ospitano eventi e situazioni che non trovano tutti d'accordo. Dagli spazi estivi, con lunghe file di motorini parcheggiati (in divieto) ai bordi della strada, alle manifestazioni sportive come il Soap Box Rally e il Granx Prix. Con le Mura che diventano un circuito da percorrere in velocità. Eventi che portano in Città Alta centinaia di persone, ma fanno storcere il naso ad altri, contrari a vedere le Mura trasformate quasi in un luna park o in un locale per aperitivi e serate. «La candidatura delle Mura a patrimonio dell'Unesco è un'occasione per ripensare all'uso corretto della ricchezza che abbiamo», dice l'architetto Mariola Peretti, presidente di Italia Nostra Bergamo, l'associazione che si occupa della tutela del patrimonio storico, artistico e naturale. Secondo Italia Nostra, la candidatura delle fortificazioni veneziane è «l'inizio di un percorso di consapevolezza collettiva. Le Mura dice Peretti sono un grande percorso che si gode soprattutto per la passeggiata da Sant'Agostino a Colle Aperto. Ma non si vedono durante la passeggiata. Si potrebbe allora costruire un percorso per renderle fruibili dal basso. Si potrebbero anche aprire tutte le porte e farle diventare sedi espositive». Con due parole d'ordine: «Tutela e sostenibilità. Bisogna trovare i modi giusti dice Peretti per vivere gli spazi in modo compatibile con le loro caratteristiche storiche. Non è necessario eliminare gli eventi fatti sulle Mura, ma bisogna riequilibrarli per renderli sostenibili».