«Serve un modo per viverle con sostenibilità e secondo le loro caratteristiche storiche» Dopo il primo via libera decisivo alla candidatura delle Mura di Città Alta a patrimonio dell'Unesco è già tempo di rimboccarsi le maniche. E capire cosa fare o modificare per salvaguardare il simbolo della città. Secondo Italia Nostra Bergamo ora è necessario tenere due parole d'ordine ben presenti: «Tutela e sostenibilità», per poter vivere gli spazi in modo compatibile con le loro caratteristiche storiche. Dopo il via libera decisivo alla candidatura delle Mura di Città Alta a patrimonio dell'Unesco è già tempo di rimboccarsi le maniche. E capire cosa fare o modificare per salvaguardare il simbolo della città. Perché se è vero che la bellezza delle Mura è innegabile (basta alzare lo sguardo per rendersene conto) è altrettanto vero che, da sola, la bellezza non basta a preservare un patrimonio che potrebbe presto ricevere il «sigillo» dell'Unesco. Durante l'anno, le fortificazioni veneziane ospitano eventi e situazioni che non trovano tutti d'accordo. Dagli spazi estivi, con lunghe file di motorini parcheggiati (in divieto) ai bordi della strada, alle manifestazioni sportive come il Soap Box Rally e il Granx Prix. Con le Mura che diventano un circuito da percorrere in velocità. Eventi che portano in Città Alta centinaia di persone, ma fanno storcere il naso ad altri, contrari a vedere le Mura trasformate quasi in un luna park o in un locale per aperitivi e serate. «La candidatura delle Mura a patrimonio dell'Unesco è un'occasione per ripensare all'uso corretto della ricchezza che abbiamo», dice l'architetto Mariola Peretti, presidente di Italia Nostra Bergamo, l'associazione che si occupa della tutela del patrimonio storico, artistico e naturale. Secondo Italia Nostra, la candidatura delle fortificazioni veneziane è «l'inizio di un percorso di consapevolezza collettiva. Le Mura dice Peretti sono un grande percorso che si gode soprattutto per la passeggiata da Sant'Agostino a Colle Aperto. Ma non si vedono durante la passeggiata. Si potrebbe allora costruire un percorso per renderle fruibili dal basso. Si potrebbero anche aprire tutte le porte e farle diventare sedi espositive». Con due parole d'ordine: «Tutela e sostenibilità. Bisogna trovare i modi giusti dice Peretti per vivere gli spazi in modo compatibile con le loro caratteristiche storiche. Non è necessario eliminare gli eventi fatti sulle Mura, ma bisogna riequilibrarli per renderli sostenibili».
Corriere della Sera
24 Gennaio 2016
Bergamo. Mura nell'Unesco, i paletti di Italia Nostra
SI
Silvia Seminati
Corriere della Sera
La candidatura delle Mura di Città Alta a patrimonio dell'Unesco è un'occasione per ripensare all'uso corretto della ricchezza che abbiamo. Secondo Italia Nostra Bergamo, la tutela e la sostenibilità sono due parole d'ordine ben presenti per poter vivere gli spazi in modo compatibile con le loro caratteristiche storiche. Le Mura sono un grande percorso che si gode soprattutto per la passeggiata da Sant'Agostino a Colle Aperto, ma non si vedono durante la passeggiata. Si potrebbe costruire un percorso per renderle fruibili dal basso, aprire tutte le porte e farle diventare sedi espositive.
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