A Romoli l'idea non piace. Lui preferisce una fondazione pensata ad hoc per la città e per i suoi due "gioielli": Musei provinciali e castello. La Regione lancia un nuovo modello di governance per i beni culturali del Friuli Venezia Giulia esprimendo la volontà di voler dare un ruolo centrale ai Musei provinciali. Lo fa, nello specifico, con la creazione di un nuovo polo d'eccellenza dedicato a conservazione, restauro, gestione, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale regionale in cui il capoluogo isontino assumerebbe un ruolo fondamentale. Eppure questa non è una buona notizia per tutti, anzi. Per il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, per esempio, più che un bel progetto è «un rischio che diventi un grande carrozzone. Quello che è successo non è una cosa da poco. Ho sempre sostenuto che il trasferimento dei beni e delle collezioni della Provincia, in via di dismissione, andavano dirottati su un ente nuovo, ma del territorio», ha rimarcato il primo cittadino dopo ave valutato la decisione della Regione. Tempo addietro si era parlato delle Uti, ma non solo. Ritorna infatti l'idea di una fondazione, con lo scopo di far rimanere quello che è di Gorizia dove è già e in cui potrebbero confluire l'Uti Isontina, la Camera di commercio, la Fondazione Cassa di risparmio di Gorizia e anche la Regione, ma con un ruolo non così preponderante. In pratica, tutto sarebbe in mano a un soggetto non politico. Invece, il progetto regionale apparirebbe in quest'ottica «un disegno neocentralista per entrare in possesso del patrimonio delle province». Quindi, viste le probabili opposizioni anche di altre voci, nei prossimi giorni Romoli pensa di chiamare a raccolta quanti hanno già dimostrato interesse ad andare nella sua stessa direzione. Non ci sarebbero particolari preclusioni: l'importante è la rappresentanza isontina. I Musei provinciali, attualmente, sono importanti anche per la loro posizione e per i numeri strabilianti delle visite che richiamano. Insieme con il vicino castello, rappresentano forse due delle maggiori attrattive turistiche della città. Lo scorso anno, nel prima quadrimestre si erano contate più di 7.700 ingressi ai Musei provinciali del Borgo, 3.000 in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Quello che manca è invece un coordinamento delle proposte, come per esempio i biglietti unici per più proposte culturali in città. Il problema, anche qui, era nel coordinamento tra i diversi gestori. Se, comunque, una linea di governance essenzialmente locale non si dovesse trovare, la Regione ha comunque già l'idea di approvare a breve la nascita dell'Erpac (Ente regionale per il patrimonio culturale). Il ddl sarà all'attenzione del consiglio regionale entro fine febbraio, quindi i tempi per eventuali decisioni nostrane sono stretti. In questo disegno, i Musei provinciali di Gorizia figurerebbero accanto ad altri musei del Friuli e della Destra Tagliamento, che, nella visione dell'assessore regionale Gianni Torrenti «dovranno conservare una loro forma di autonomia e di identità con il territorio locale». La prospettiva sarebbe quella di un rilancio. Il testo prevede che l'Erpac abbia sede legale proprio nel capoluogo isontino, mantenendo una sede operativa a Villa Manin di Passariano.