Al Presidente di Italia Nostra Marco Parini p.c. ai consiglieri del Direttivo Nazionale di Italia Nostra ai Presidenti Regionali di Italia Nostra Roma, 19 gennaio 2016 Caro Presidente, ti scriviamo come presidenti onorari di Italia Nostra, eletti tutti e due all'unanimità dal Consiglio Direttivo dell'Associazione. Questa unanimità ci obbliga a cercare di rappresentare le diverse anime della nostra Associazione. Le dimissioni di Tomaso Montanari rischiano di creare una gravissima divisione in Italia Nostra. Tomaso Montanari, uomo di cultura, scrittore e giornalista affermato, è una delle figure più marcanti di una nuova generazione di ambientalisti. Perderlo sarebbe un errore. Per questo ti chiediamo di adoperarti perché il Consiglio Direttivo dell'Associazione respinga le sue dimissioni. Desideria ed io, per il nostro lungo passato di militanti in Italia Nostra, riteniamo di avere la certezza che la nostra presa di posizione non sarà equivocata, né fonte di malintesi. Ci impegniamo, come abbiamo sempre fatto, per il rafforzamento e la sopravvivenza dell'Associazione, che deve rimanere, nel rispetto delle sue diversità, sostanzialmente unita. Unita nella difesa del patrimonio storico e del territorio com'è stato per secoli del Paese nella sua totalità. Desidera Pasolini dall'Onda e Nicola Caracciolo di Castagneto Contro le dimissioni di Tomaso Montanari Le dimissioni di Tomaso Montanari dal consiglio direttivo nazionale di Italia Nostra, se fossero accolte, segnerebbero la fine dell'associazione dopo 60 anni dall'atto costitutivo. Montanari ha scritto che l'associazione "è diventata, da un mezzo, un fine: soprattutto per chi la dirige". Tutti noi condividiamo ciò che egli afferma: "tra l'attuale dirigenza e i padri fondatori c'è la stessa distanza che separa Matteo Renzi da Alcide De Gasperi, o Maria Elena Boschi da Piero Calamandrei Ogni tentativo di proporre un'agenda valoriale diversa viene respinto in base ad un unico, brutale argomento: la forza dei numeri in consiglio.... Questa radicale indisponibilità ad ogni correzione di rotta si accompagna ad un dibattito di qualità intellettuale e culturale oggettivamente infima, e ad una violenza verbale sorprendentemente alta". Per noi, soci da decenni di questa, un tempo, coraggiosa e stimata Associazione, che abbiamo sostenuto e fiancheggiato le battaglie di Giorgio Bassani, di Elena Croce, di Antonio Cederna, che assistiamo da troppo tempo all'inettitudine e all'inerzia di una dirigenza nazionale che, in momento tanto grave per le sorti del nostro patrimonio, si preoccupa quasi solo di equiparare la pubblica tutela alla privata valorizzazione; per noi che quotidianamente nelle sezioni cerchiamo di sostenere i fini istituzionali dei padri fondatori, nella totale indifferenza (per non dire ostracismo) della presidenza nazionale e dei suoi sostenitori, le dimissioni di Tomaso Montanari per cultura e competenza significativo erede di coloro che hanno sostenuto i principi della Costituzione italiana oggi calpestati dal Consiglio Direttivo sono inaccettabili. A dimettersi devono essere il presidente e chi lo sostiene. In democrazia la cultura non può essere esercitata in base ai numeri ma alle competenze, alla capacità di rigorosa indipendenza rispetto al potere economico eo politico, al rispetto rigoroso della Costituzione e dello Statuto della stessa IN. La fine di IN è triste specchio della morte di un paese che giorno dopo giorno degrada il patrimonio scempiando città storiche, parchi e paesaggio, biblioteche, archivi e musei, cementifica il suolo, inquina l'acqua e l'aria che respiriamo. Montanari è uno dei rari, coraggiosi intellettuali che danno voce a quanti esprimono dal basso, con comitati e associazioni locali, forti denunce e fondate controproposte e si battono per invertire una rotta rovinosa. Ed è scandaloso che il Consiglio Direttivo di quella che è stata la più importante associazione di tutela del nostro paese, non riesca a comprendere che con le motivate dimissioni di Tomaso Montanari si decreta il fallimento culturale dell'Associazione stessa. Pier Luigi Cervellati, Vezio De Lucia, Andrea Emiliani, Vittorio Emiliani (premio Zanotti Bianco), Rita Paris (premio Zanotti Bianco)