Il neo direttore Pitteri: «Sarà un lungo percorso. Un valore collaborare con i privati» SIENA. Per progetti ed eventi ci vorrà ancora del tempo. Per adesso Daniele Pitteri, da una settimana nuovo direttore del Santa Maria della Scala, sbandiera dedizione e impegno: «Sto cercando casa, voglio trasferirmi a Siena il prima possibile (il suo incarico che è legato al mandato del sindaco inizierà il 2 febbraio ndr ). Nel mio percorso lavorativo a ogni nuova avventura sono sempre stato abituato a chiudere le cose che avevo aperte in 15 giorni o a interrompere i rapporti precedenti. Qui farò lo stesso perché questo ruolo mi assorbirà a tempo pieno». Nel frattempo, durante il breve soggiorno in città, ha preso visione del compito che lo aspetta, visitando in maniera scrupolosa il vecchio ospedale: «L'ultima volta ci ero stato a maggio. Volevo vedere cosa era accaduto da allora e ho fatto un giro ampio nelle aree da recuperare. Mi sono reso conto del percorso lungo che c'è da fare, ma ci sono delle progettualità legate al recupero (i piani alti dovrebbero ospitare la Pinacoteca, ndr ), che sono in stato avanzato e su cui si può lavorare». Altri suggerimenti dovrebbero venire dallo studio di fattibilità finanziato dalla Fondazione Mps. Un dossier ancora misterioso per la città, ma già nelle mani del nuovo direttore, così come l'atto di indirizzo espresso dal consiglio comunale. Documenti appena sfogliati da Pitteri, che perciò preferisce non addentrarsi nello specifico: «Ho un'idea irrealistica del Santa Maria, perché non ho elementi concreti. Da quello che vedo però questa non è una situazione disperata ma molto difficile». Ad affrontare questa sfida potrebbe comunque non essere solo. Il 15 aprile scade la concessione dell'Ati, tra cui Opera, che ha gestito il complesso museale anche sotto l'aspetto organizzativo dal giugno scorso. Il sindaco Valentini ha assicurato che sarà fatta un'altra gara, perché «noi non ce la facciamo con le nostre forze a tenere aperto lo Spedale tutto l'anno, né abbiamo le risorse necessarie» e «i risultati conseguiti in questo arco temporale sono stati una scommessa vinta anche dalla società che si è aggiudicata il bando». Pitteri, che sarà alla guida anche degli altri musei civici, si troverà quindi a lavorare con i privati. Un'opportunità più che un problema: «La collaborazione tra pubblico e privato per me è un valore». Non manca un cenno sulla sua nomina, arrivata dopo la rinuncia per un grave problema familiare da parte di Antonio Calbi. «Quando è stato scelto lui, ci sono rimasto male, ritenevo di aver tutte le qualità per questo incarico. Ma appena il sindaco mi ha richiamato, non ho pensato a questioni di orgoglio. Anzi mi sono detto 'ma che botta di fortuna ho avuto'». Siena spera che non si sia esaurita.