BENI ARCHEOLOGICI, DAL 31 GENNAIO SI CAMBIA: L'ANFITEATRO SARÀ GESTITO DA UN ENTE UNICO DECADE PROSPERETTI IL RETROSCENA La riforma dei Beni culturali sta per andare in scena. Il prossimo 31 gennaio sembra una data destinata a segnare una "svolta" nella storia dell'archeologia di Roma. C'è chi lo definisce "passaggio epocale". La Soprintendenza ai beni archeologici "decade". O meglio, non esisterà più così come è stata conosciuta fino ad oggi. Così come "tecnicamente" dovrebbe decadere anche il mandato dell'attuale soprintendente Francesco Prosperetti in carica dal febbraio 2015. Una trasformazione figlia di strategie di "spacchettamento" e "accorpamento" che saranno sancite nei prossimi giorni dall'imminente decreto del Ministero per i beni culturali. Che significa? Partiamo dal nome. Esisterà una "nuova" soprintendenza (sempre speciale e autonoma) solo per il Colosseo. Si occuperà, tra tutela e valorizzazione, solo dell'Anfiteatro Flavio, e probabilmente manterrà la lunga mano anche su Palatino, Foro romano, Domus Aurea e Terme di Caracalla. Ma nelle ultime ore, sembra che la trattativa del soprintendente "uscente" punti a garantire la competenza anche sul patrimonio entro le Mura Aureliane. LO "SPEZZATINO" Il resto sembrerebbe storia nota. L'Appia Antica e Ostia Antica diventano parchi a gestione autonoma "orfani" della Soprintendenza. Sorte analoga per le quattro sedi del Museo Nazionale Romano. E il resto del territorio archeologico? Dalla Villa di Livia all'antica città di Gabi, dal mausoleo di Macrino (Tomba del Gladiatore) a Crustumerium. Uno spezzatino indefinito da accorpare tra Polo museale del Lazio e nuova Soprintendenza unificata Archeologica e Belle Arti del Lazio. Dire che ci sia fermento negli uffici di Palazzo Massimo è solo un eufemismo. Le ultime ore sono passate concitate e tese. Da quanto si apprende, ieri, il soprintendente Prosperetti avrebbe convocato una riunione con tutti i suoi principali funzionari responsabili per dare l'annuncio. Un incontro che sarebbe arrivato d'urgenza dopo un confronto, negli ultimi giorni, con i vertici del Ministero per i Beni culturali. Chiaro che il disegno in atto sta creando aspettative e perplessità. Dal 31 gennaio cosa succederà? Quali saranno gli "attori" principali se le nuove istituzioni autonome (Appia, Ostia, Museo Nazionale) devono aspettare il bando internazionale per la nomina dei nuovi direttori? Se si chiede agli uffici della Soprintendenza, la risposta è «Non è ancora chiaro. La soluzione è tecnicamente uguale a Pompei che perde Ercolano e Stabia per rimanere una Soprintendenza unica, speciale e autonoma». Dal primo febbraio la poltrona del Soprintendente dovrebbe essere di nuovo messa a bando. Si riaprono i giochi e la corsa alle candidature? Come lasciano intuire i bene informati, dipenderà molto dalle scelte del ministro Dario Franceschini. Per il posto d'onore potrebbero concorrere di nuovo diversi direttori generali di prima fascia. Basta guardare la scacchiera dettata dalla riforma. La direzione generale per le Antichità viene soppressa per ampliare quella delle Belle Arti. In lizza, sfilano nomi illustri ora come Gino Famiglietti (direttore alle Antichità) o Franceso Scoppola (Belle Arti). Insomma, dal 31 gennaio la Soprintendenza per il Colosseo, Museo Romano e area archeologica centrale, rimarrà solo del Colosseo. A chi spetterà utilizzare le laute entrate del Colosseo? Chissà che non faccia gioco anche al progetto del Consorzio sui Fori concepito per la gestione unificata dell'area tra Mibact e Campidoglio. Per ora il piano è sospeso, ma solo in attesa del nuovo sindaco di Roma. Laura Larcan
Colosseo, valzer di poltrone per la nuova soprintendenza
Il 31 gennaio, la Soprintendenza ai beni archeologici "decade" e il mandato dell'attuale soprintendente Francesco Prosperetti in carica dal febbraio 2015. La riforma dei Beni culturali sta per andare in scena, con la creazione di una nuova Soprintendenza unificata Archeologica e Belle Arti del Lazio. L'Anfiteatro Flavio sarà gestito da un ente unico, Decade, che si occupa anche della tutela e valorizzazione del Colosseo, Palatino, Foro romano, Domus Aurea e Terme di Caracalla. Le quattro sedi del Museo Nazionale Romano diventeranno parchi a gestione autonoma.
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