IL CASO ACCORDO TRA I DUE ASSESSORI PER RISCRIVERE UN REGOLAMENTO CONDIVISO SULLE NOMINE CULTURALI UN ANNO di proroga per Sarah Cosulich alla guida di Artissima. L'incarico, che doveva terminare tra due mesi era già stato concesso l'anno in più previsto dal bando triennale del 2012 potrà concludersi a marzo 2017. Questa la notizia emersa a margine dell'incontro di ieri a Torino Musei. Una notizia nell'aria Cosulich ha già preparato il piano commerciale per la prossima edizione che la diretta interessata non ha voluto commentare: «Preferisco tacere sull'argomento, lo scriva pure», ha risposto al telefono. Né sembra averle fatto particolare piacere il fatto che proprio la questione che la riguarda l'incertezza sul prolungamento di un incarico in cui ha rivelato grandi qualità professionali porterà con ogni probabilità a rivedere il regolamento comunale che prevede un bando per le nomine nelle partecipate dal Comune. L'incertezza sulle modalità da seguire ha lasciato in sospeso Cosulich praticamente fino a ieri. Finora i due assessori alla Cultura, comunale e regionale, erano su posizioni diverse: per Braccialarghe l'attuale direttrice meritava un rinnovo di anni, sarebbe stato un danno lasciarla andare via, Parigi propendeva per l'evidenza pubblica. Ma il bando non era stato preparato. È di ieri invece la proposta di entrambi gli assessori di riscrivere un regolamento condiviso tra Comune e Regione sulle nomine culturali, distinte da quelle manageriali. «Come si scrive il bando per una direzione artistica, sapendo oltretutto che le grandi figure difficilmente vi parteciperanno? si chiede Braccialarghe Può essere la via quando non si ha altro modo di individuare il nome che serve, l'abbiamo lanciato quando Francesco Manacorda ha lasciato Artissima per la Tate di Liverpool e proprio allora ha vinto Cosulich. Ma se la persona giusta l'abbiamo, che bisogno c'è della gara?». «Un direttore artistico presenta elementi di unicità non facilmente inscrivibili in un bando, diversa la situazione se ci sono mansioni gestionali», aggiunge Parigi. Una cosa è certa: il caso Cosulich crea un precedente da cui sarà difficile prescindere in futuro. (m.pa.)