«TRA MONET, che chiude a San Valentino, e Manet, prevista a settembre 2017, ci starebbe un'altra mostra con il Musée d'Orsay, magari a primavera. Ma non si sa dove metterla». Così l'assessore comunale Maurizio Braccialarghe durante l'incontro negli uffici di Torino Musei, convocato dalla presidente Patrizia Asproni, alla presenza di Fassino e dell'assessore regionale Parigi, per la relazione sulle attività del 2015. Tra i temi, gli spazi che mancano per le esposizioni: la Gam ha infatti già una programmazione annuale, curata dalla direttrice Christov-Bakargev, mentre Palazzo Chiablese è candidato a ospitare gli uffici del Polo Reale. ECCO ALLORA l'interrogativo posto da Braccialarghe, da poco entrato nel Cda del Polo. «A oggi a Palazzo Chiablese non risulta esserci un programma per il 2016, potrebbe dunque essere lo spazio giusto per una nuova mostra». Potrebbe: ma pare ci siano altri progetti, legati alla nuova rivoluzione annunciata martedì dal ministro Franceschini, che prevede due nuove soprintendenze in Piemonte: oltre a Torino, Novara e Alessandria (tutte e tre unificate, tra belle arti, paesaggio e archeologia). Gli uffici al primo piano di Palazzo Chiablese rimarrebbero loro appannaggio, legittimo allora pensare che al Polo Reale venga assegnato il piano terreno. Ma questo porterebbe a individuare un altro spazio per le mostre all'interno dei musei del Polo, forse della stessa Sabauda. Ma siamo nel regno delle ipotesi, meglio allora tornare ai fatti. Fatti che coincidono con i numeri, quelli della Fondazione Torino Musei: che nel 2015 ha accolto, tra Gam, Palazzo Madama, Mao e Borgo e Rocca Medievale, quasi 800mila visitatori, il 38 per cento in più del 2014. E messo insieme 27 mostre, 268 eventi, 100mila utenti social e un milione di visitatori web. Tutti dati inseriti nel "Report attività 2015" presentato ieri, che dà conto di quanto è stato fatto e dei risultati. «Ma non siamo qui solo per dare i numeri ha detto Asproni perché dietro ai numeri c'è una strategia, iniziata a settembre 2013 con un nuovo consiglio direttivo e l'invito del sindaco a rendere Torino capitale culturale oltre che industriale». Una strategia volta a rendere i musei più vivibili, a comunicarli di più fuori dai confini cittadini e in Europa: ed ecco la partecipazione al programma dell'Ue Horizon 2020, dedicato alle" sfide sociali". Una strategia che mette al primo posto anche la tecnologia: «A febbraio apriamo al Mao una virtual room, attraverso un "oculus rift" i visitatori potranno immergersi nella città proibita di Pechino». Tra gli obiettivi anche una maggiore integrazione tra arte e scienza: con l'inserimento del Museo regionale di Scienze naturali in Torino Musei: «Attraverso la Compagnia di San Paolo si è affidato uno studio di fattibilità, in vista di un ingresso che creerebbe un polo scientifico gestito in modo contemporaneo», ha detto Antonella Parigi. «Le cifre segnano un successo straordinario, garantito dalla qualità e dall'innovazione apportata ai nostri musei ha concluso Fassino Si è rivelata vincente la scelta delle grandi mostre, che attraverso partnership con prestigiose istituzioni ci hanno inserito in un circuito internazionale di alto livello».
PIEMONTE - Grandi mostre in cerca di spazi Forse andranno alla Sabauda
L'assessore comunale Maurizio Braccialarghe ha chiesto a Patrizia Asproni, presidente di Torino Musei, di individuare uno spazio per una nuova mostra prevista a San Valentino. La mostra sarebbe stata organizzata con il Musée d'Orsay. Tuttavia, ci sono altri progetti in corso, come la creazione di due nuove soprintendenze in Piemonte. La Fondazione Torino Musei ha registrato un aumento del 38% dei visitatori nel 2015, con quasi 800mila persone che hanno visitato i musei. Il 2015 è stato un anno di successo per i musei, con 27 mostre, 268 eventi e un milione di visitatori web.
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