Napoli. Le vibrazioni degli aerei che, a bassa quota, passano sopra Capodimonte non fanno bene alla struttura. E non fanno bene alle opere, soprattutto ai dipinti su tavola. E' questa la conclusione - fin troppo ovvia su cui una serie di restauratori concordano considerando le parole di Sylvain Bellenger, direttore del museo di Capodimonte, che ha puntato il dito contro i troppi passaggi di aerei a duecento metri sopra la pinacoteca. Insomma si rischia di trovarsi di fronte al grandissimo patrimonio del museo il secondo d'Italia per importanza violato da un problema che si ripresenta ciclicamente e che incide in maniera continua sulle opere. Nessuno vuole esporsi, la materia è delicata e si presta a troppe interpretazioni, ma c'è chi suggerisce di affidare ad ingegneri specializzati perizie specifiche per capire a quali sollecitazioni è sottoposto il museo e come eventualmente intervenire per blindarlo. Gli interventi di restauro a Capodimonte, da qualche anno, sono al centro di una iniziativa che rende il pubblico protagonista. Si possono infatti visitare i cantieri dove sono in corso i lavori per il recupero delle opere. Uno degli ultimi casi riguarda «La Caduta dei Giganti», un monumentale gruppo che non è stato trasferito nei laboratori di restauro: il cantiere è stato allestito nell'atrio d'ingresso del Museo dove l'opera è abitualmente esposta. Il gruppo in biscuit è stato progettato da Filippo Tagliolini, capomodellatore della Real Fabbrica di porcellana di Napoli e realizzato nella manifattura a partire dal 1787. Anche il restauro de «La Madonna con Bambino » di Pietro Vannucci, detto Il Perugino, è stato un altro dei restauri con i quali il pubblico ha interagito. Sono stati proprio i visitatori a scegliere l'opera da recuperare votando sul sito del museo. E da qui è partito il restauro. La «Madonna con Bambino» del Perugino è giunta a Napoli nel 1799 in seguito a complesse vicende storiche e fu da prima attribuita a Raffaello. Solo in seguito, attraverso una perizia, fu attribuita a Pietro Vannucci.