Dopo la denuncia del direttore di Capodimonte Bellenger (gli aerei radenti rovinano i quadri), privilegiamo il parco e delocalizziamo l'aeroporto. Caro direttore, ieri il Corriere del Mezzogiorno ha opportunamente riferito le preoccupazioni del nuovo direttore del Museo di Capodimonte, Sylvain Bellenger, per l'edificio e per i dipinti su tavola a causa delle continue vibrazioni procurate dagli aerei che sorvolano a bassa quota la pinacoteca di Capodimonte. Non a caso il piano regolatore (2004) prevede per tale area un parco a verde pubblico con la delocalizzazione dell'aeroporto: potrebbe restare solo un city airport con piccoli aerei per il traffico nazionale. Ovviamente è uno dei principali problemi che dovrà affrontare il sindaco della città metropolitana perché Napoli non può certo perdere le rotte aeree internazionali; e dovranno la Regione Campania e il ministero dei Trasporti si tratta di soluzioni a scala vasta individuare l'area idonea per il nuovo scalo aereo prevedendo il suo stretto collegamento con il capoluogo regionale. Nel contempo Anna Paola Merone ha segnalato che l'importante museo napoletano non è segnalato nella blasonata Guida Lonely Planet: in sostanza tale guida internazionale da anni abbina Napoli alla costiera amalfitana, e ciò danneggia la nostra città. Peraltro nella seconda di copertina dell'ultima edizione in lingua inglese della Lonely ho rilevato con sorpresa che è presentata una bella acquasantiera di antica maiolica senza che ne venga precisato né il centro di produzione, né la cronologia. È una garbata replica dell'esemplare di grande dimensione con Sant'Antonio di Padova, pubblicato nella recente ricerca dello scrivente (L'antica ceramica di Cerreto Sannita , Esi-Napoli, 2015, tav. 22), e dovuto a un maestro attivo a Cerreto nella seconda metà del secolo XVIII. Non è quindi una produzione di Vietri, come si potrebbe pensare. Simili acquasantiere derivano da modelli degli stampi degli abili stuccatori sanniti e raggiungono alte quotazioni sul mercato internazionale in cui le produzioni di Cerreto sono assai apprezzate. Ciò non tange l'ambiente cerretese: infatti il libro prima citato per il disinteresse del sindaco non è stato presentato a Cerreto Sannita lo scorso anno, ma a San Lorenzello, un tempo borgo ceramico del centro sannita e attuale attivissimo centro di produzione ceramica.