Già 1.600 le adesioni alla petizione voluta da Livio Fani per la restituzione dei capolavori «Che gli arazzi possano ritornare alla loro casa». È l'auspicio che l'ex premier Romano Prodi ha espresso sottoscrivendo, insieme al maestro Franco Zeffirelli e ad altre 1.600 persone, la petizione lanciata da un gruppo di cittadini fiorentini per riunire a Firenze la collezione dei 20 arazzi medicei sulla storia di Giuseppe Ebreo, che furono commissionati da Cosimo I de' Medici e realizzati da maestri fiamminghi su disegni di Pontormo, Bronzino e Salviati: oggi le opere sono divise a metà tra Palazzo Vecchio e il Quirinale, dove dieci furono trasferiti nel 1882, per volontà dell'allora re Vittorio Emanuele II. Solo eccezionalmente le opere, dopo un restauro durato 27 anni, sono state riunite in una mostra, Il principe dei sogni, ed esposte insieme, fino al 15 febbraio, nel luogo per il quale sono state pensate: il Salone de' Dugento in Palazzo Vecchio. Dopo la fine dell'esposizione sono destinate a essere di nuovo divise, ma studiosi, cittadini, artisti si sono mobilitati per chiedere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di lasciarli tutti nel loro luogo di origine, a Firenze. L'appello, parallelo a quello lanciato dalla Fondazione Angeli del Bello, ha raggiunto così le 1.600 firme: tra queste ci sono anche quelle di Zeffirelli, della famiglia Corsini, di una trisnipote di Bettino Ricasoli, di un discendente del Doge di Venezia e, appunto, di Prodi, che ha voluto accompagnare la firma con una breve frase. Il 12 gennaio la petizione è stata consegnata al Quirinale, a Palazzo Chigi, al Ministero dei beni culturali, e al Comune di Firenze. L'idea è nata da Livio Fani, un cittadino di origine aretina innamorato dell'arte e di Firenze, dopo aver visto la mostra degli arazzi in corso a Palazzo Vecchio ed essere «rimasto colpito» dalla bellezza. Nella lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Mattarella, al premier Matteo Renzi, al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e al sindaco di Firenze Dario Nardella, si fa appello al Patto di Famiglia voluto da Maria Luisa dei Medici che lega a Firenze tutti i beni dei Medici. Un vincolo che, secondo i firmatari, avrebbe dovuto essere rispettato anche dai Savoia. Fiorentini e amanti di Firenze si mobilitano contro la decisione che definiscono «sconsiderata» e «incolta» di dividere gli arazzi e chiedono che «i dieci romani siano restituiti a Firenze, a cui appartengono, recuperando l'integrità artistica dell'opera» e lasciandoli per sempre dove sono nati: nel Salone de' Dugento di Palazzo vecchio insieme ai dieci «fratelli ritrovati». Anche il fotografo fiorentino Massimo Listri, che a febbraio terrà una mostra al Quirinale, si è offerto come «ambasciatore» a Roma, per sollecitare la restituzione degli arazzi a Firenze.