I paesi del Mediterraneo cercano un' intesa per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni archeologici sommersi. La Sicilia, che nel Mediterraneo occupa una posizione centrale ed e' un importante sito archeologico, ospitera' dal 3 al 5 aprile al museo Paolo Orsi di Siracusa un convegno internazionale, con la partecipazione di esperti e studiosi di vari paesi, presentato oggi a Roma nella sede della Regione, alla presenza del presidente, Salvatore Cuffaro. Obiettivo dell' incontro, organizzato dalla Regione in collaborazione con i Ministeri per gli Affari esteri e per i Beni culturali con il patrocinio dell'Unesco, e' essenzialmente quello di promuovere una cooperazione tra i paesi del bacino interessati a un progetto di recupero di un patrimonio storico e artistico ancora tutto da scoprire. Il satiro danzante, che da oggi e' in mostra nella sala della Regina a palazzo Montecitorio, e' solo uno dei tanti reperti che sono stati recuperati spesso in modo occasionale nel Canale di Sicilia negli ultimi anni. L' archeologo Sebastiano Tusa ha citato vari ritrovamenti: una zampa di elefante in bronzo del II-I secolo avanti Cristo, un relitto tardo ellenistico a Levanzo, un relitto di nave di epoca medievale, un cannone francese e "i quotidiani ritrovamenti di anfore di varie epoche" segnalati da pescatori e dilettanti. Le ricerche proseguono per individuare anche "i compagni del satiro che partecipavano alla danza orgiastica". Il convegno di Siracusa si articola in tre sessioni. La prima, quella archeologica, e' rivolta a trovare un comune metodo di gestione e conservazione del patrimonio culturale subacqueo. Seguira' una sessione dedicata alla formazione degli operatori del settore. La sessione giuridica cerchera' di formulare nuovi strumenti legislativi in vista di una convenzione tra i vari paesi (oggi erano presenti rappresentati anche del Marocco, dell'Egitto, di Malta e del Montenegro) per fissare le forme di cooperazione nelle acque extraterritoriali. Questo aspetto e' considerato dagli organizzatori del convegno di fondamentale importanza perche', ha spiegato Tusa, e' la strada migliore per arginare il fenomeno crescente dei predatori. L'Italia e' molto impegnata, hanno sottolineato i consiglieri del Ministero per gli Affari esteri Enrico Vincenti e Marco Del Panta Ridolfi, nello sviluppo di progetti di cooperazione internazionali tanto che vengono annualmente destinati 4,5 milioni di euro per missioni all'estero. Il presidente Cuffaro ha ribadito l'interesse della Regione alla valorizzazione del "grande patrimonio che l'umanita' ha affidato alla Sicilia".