NAPOLI. «Si tratta di una riorganizzazione importante dei siti archeologici che consentirà una governance più efficiente e la possibilità di una responsabilizzazione maggiore dei territori attraverso la conquista dell'autonomia gestionale». Massimo Osanna, soprintendente di Pompei, plaude alla riforma delle articolazioni territoriali del patrimonio archeologico. Ma avverte: «È indispensabile che il coordinamento scientifico resti in capo alla Soprintendenza speciale di Pompei». Professore Osanna, con la redistribuzione di presidî sul territorio non intravede il rischio di una parcellizzazione delle competenze? «È per questo motivo che indico come necessaria la permanenza del coordinamento scientifico in capo alla Soprintendenza di Pompei. Ne ho già parlato con il ministro Franceschini e da quanto mi è dato di sapere nei prossimi trenta giorni, vale a dire il tempo che servirà per attuare la riforma, dovrebbero essere confermate queste indicazioni. Speriamo che non vi siano sbavature». Cosa teme? «Nulla di particolare, anche perché Pompei continua a essere retta da un dirigente di I fascia, mentre per i Parchi archeologici saranno impegnati dirigenti di II». Quali benefici ne trarranno Ercolano e i Campi Flegrei? «Confesso che in due anni ho nutrito parecchi sensi di colpa nei confronti di Ercolano, giacché Pompei è un sito talmente complesso che assorbe il massimo impegno. Certamente l'autonomia di cui ora godranno Ercolano e Campi Flegrei finirà per coinvolgere meglio i territori e a responsabilizzarli in misura più adeguata rispetto alle esigenze di tutela e promozione».